Campanardi & Desanti a Torri sul Benaco

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Testo: Cecilia Pierobon
Foto: Giancarlo Magri

La pila di materiali raccolti sul tavolo è decisamente consistente: tavole piegate, schizzi a mano libera, plichi rilegati e fogli volanti, qualche brochure e diverse fotografie. Il candore della carta e il colore delle stampe contrasta con i toni scuri del legno di mobili e scrivania: la sala riunioni si presenta molto essenziale e forse un po’ cupa, nonostante sia rischiarata dal sole invernale che entra languido dalla finestra. I volti attorno al tavolo, invece, sono tutt’altro che cupi: i due soci dello studio, Stefania Campanardi e Alessandro Desanti, ci accolgono con entusiasmo nei lori uffici all’interno della fila di palazzi che, lungo la Gardesana, delimitano il nucleo storico di Torri del Benaco. Ci domandano come mai «architettiverona» abbia deciso di presentare il loro lavoro con questa formula dell’incontro-dialogo.

 

 

La risposta è semplice: è l’inizio di un percorso all’interno della provincia di Verona, volto a conoscere alcuni dei protagonisti delle trasformazioni del nostro territorio. Architettura e Territorio è infatti un binomio che da sempre accompagna le riflessioni – a carattere estetico-formale, antropologico, sociale, ambientale, tecnologico, urbanistico… – sul tema del costruire relazionato a un determinato luogo: un binomio che stuzzica l’intelletto e il senso critico, lasciando un ampio margine di contestualizzazione e di indagine, e che si presta ad abbracciare argomentazioni di carattere generale, astratte e teoriche, così come ragionamenti di natura più concreta, legati alla particolarità di casi o situazioni specifiche.

 

 

L’ambito di riferimento in questo caso è l’alto Garda veronese, sufficientemente lontano dalla città e fortemente connotato dal punto di vista paesaggistico. Con le dovute eccezioni, è in questo territorio che opera lo studio, nato una decina d’anni fa a partire da una collaborazione quasi casuale per un singolo lavoro e poi formalmente costituito nel 2006. Alle spalle ci sono esperienze differenti e complementari: Stefania Campanardi ha portato avanti lo studio tecnico del padre geometra, attivo a Torri dal ’69, nella quotidianità dei rapporti di un piccolo paese tra pratiche edilizie, cantieri e ristrutturazioni. Alessandro Desanti ha lavorato per alcune imprese e per tre anni nello studio di Luigi Marastoni.

 

 

Flessibilità e complicità sono le parole d’ordine, anche nell’organizzazione dello studio, in cui una non troppo rigida suddivisione dei ruoli consente a ciascuno di dedicarsi maggiormente all’ambito di preferenza: Stefania predilige il lavoro di studio, Alessandro il cantiere. Oltre ai due titolari, lo studio si avvale di alcuni collaboratori interni e di due architetti consulenti: Filippo Antonello, che si occupa soprattutto di restauro, e Stefano Righetti, esperto in ambito amministrativo. Il metodo è ben collaudato e proficuo, tanto che l’attività dello studio appare quasi frenetica per seguire i numerosi lavori in corso, in grado di produrre opere che si caratterizzano per una certa ricercatezza formale e funzionale secondo un linguaggio essenziale e un costante confronto con l’intorno. Il core business dell’attività progettuale è l’architettura residenziale, in particolare edifici plurifamiliari e residence per l’utenza turistica di cui il lago è ricco, ma il portfolio conta anche ristrutturazioni e sistemazioni di interni, nonché alcuni allestimenti per attività commerciali.

 

 

La rapidità nella fase di progettazione (massimo tre mesi) è un motivo del successo dell’attività, anche se traspare il rammarico di non avere il tempo per far sedimentare le scelte: ma la vera ‘scuola di architettura’ rimane comunque il cantiere. I progetti di nuova realizzazione (Loncrino, Torri 2012; La Fenice, Marciaga 2012) si caratterizzano per un’interessante gamma di scelte morfologiche e costruttive che, seppur ricorrenti, vengono variamente declinate in ogni intervento, e sono in grado di dar vita a uno stile personale e riconoscibile, che si inserisce per contrasto ma senza stridore nel ricco contesto paesaggistico del Lago di Garda. I volumi sono netti, spesso bipartiti, le logge e i frangisole incorniciano i prospetti principali e le viste privilegiate; l’attenzione costruttiva si indirizza verso un’edilizia ecosostenibile (Protocollo Itaca), caratterizzata dalla tecnologia del legno e dall’uso di materiali certificati e riutilizzabili.

 

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A partire dal 2010 lo studio si sta occupando anche di un importante progetto di recupero e risanamento conservativo per il Castello Scaligero di Ponti sul Mincio, nel mantovano. Questo progetto si è articolato in più fasi, con la riqualificazione della via di accesso al Castello, ormai conclusa, e il restauro ancora in corso della cortina muraria. La volontà dei progettisti è stata quella di dar vita a un cantiere pilota, caratterizzato da una stretta collaborazione con la Sovrintendenza, da un approccio conservativo basato su un approfondito programma di diagnostica, e sulla considerazione in massima misura dei futuri interventi di manutenzione. Ritorniamo sul lago dove altri importanti lavori di Campanardi&Desanti attendono la verifica del cantiere (Pai di Sotto, Bardolino).

 

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Grazie all’impegno appassionato di progettisti come loro, il territorio del Garda e l’architettura sembrano poter vivere un rapporto non conflittuale né banale, senza ostentazione né eccessi formalistici. È quello che ci aspettiamo di trovare anche nelle prossime tappe di questo viaggio.

 

 

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