Montresor & Arduini a Bussolengo

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Testo: Cecilia Pierobon
Foto: Francesca Rebesani

“L’architettura è un pretesto. Importante è la vita, importante è l’uomo.” Così parlava Oscar Niemeyer, maestro tra gli architetti del XX secolo. La riflessione che si può trarre da questa semplice affermazione racchiude una grande verità: non può esistere architettura che prescinda dall’uso che l’uomo può farne, e dalla vita che si svolge al suo interno. Questa indiscutibile premessa si presta a raccontare le opere dello Studio Associato Montresor & Arduini: attraverso un’analisi anche sommaria delle numerose realizzazioni emerge infatti come, sia nelle scelte morfologiche che nell’attenzione per i dettagli e le finiture, la cura dei progettisti risulti diretta alle esigenze d’uso e di pieno godimento di luoghi e ambienti.

 

Nato nel 2002 dopo alcuni anni di collaborazione tra il più maturo Ferdinando Montresor e il più giovane Fabio Arduini, lo studio pone le sue basi su una precedente esperienza professionale, sorta a Bussolengo nel 1972 come naturale proseguimento di un comune percorso universitario di tre amici. Senza tentennamenti, favoriti da una rete di conoscenze nell’ambito del paese e da una situazione economica allora in piena espansione, che trovava proprio nello sviluppo edilizio la sua espressione più eclatante, il Gruppo3 – questa era la denominazione originaria, formata dai tre neoarchitetti Loi, Montresor e Savorelli – dopo una cospicua produzione di opere di vario genere durata per più di un decennio, culminata nella progettazione della nuova Chiesa di Cristo Risorto a Bussolengo, nel 1986 si è di comune accordo smembrato, dando origine a tre studi autonomi.

 

 

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Uno di questi, quello dell’architetto Ferdinando Montresor, ha proseguito l’attività nella sede storica, contando sulla collaborazione di alcuni giovani e valenti neolaureati. Un nuovo lungo periodo di lavoro, protrattosi fino ai primi anni del nuovo millennio, ha ulteriormente evidenziato le capacità professionali dei collaboratori a tal punto che, nel 2002 con uno di questi, l’architetto Fabio Arduini, viene creato il nuovo studio associato. Attualmente, oltre ai titolari, lo studio si avvale della collaborazione costante dell’architetto Katre Kuller e saltuariamente di quella degli architetti Stefano De Rossi e Michele Irlandini per la parte esecutiva, oltre a quella del perito agrario Giusto Variara specificatamente dedicata alla paesaggistica ed alla progettazione di parchi e giardini.

 

 

Oggi lo studio prosegue l’attività prevalentemente a livello provinciale e regionale, con alcune divagazioni caraibiche. L’ambito di intervento abbraccia le principali tipologie di progettazione, dal residenziale al restauro, dall’architettura degli interni all’urbanistica, dall’edilizia scolastica a quella direzionale e commerciale. Operativi principalmente per la committenza privata, non mancano alcune opere pubbliche di rilievo, quali ad esempio la nuova casa di riposo di Bussolengo, il restauro della chiesa di Castelrotto e la scuola materna di Balconi di Pescantina (2003-07): un’architettura dalla interessante complessità planivolumetrica, la cui razionale organizzazione interna, imperniata sulle attività che quotidianamente si svolgono nell’edificio scolastico e incentrata sull’ampio atrio centrale, viene scandita da blocchi geometrici ben distinti, consentendo una lettura dell’insieme al contempo facile e suggestiva. I dormitori dei bambini, in posizione marginale rispetto alla centralità dell’impianto, sono caratterizzati dalla copertura a mezza volta in legno naturale e dalla luce soffusa, creando un ambiente intimo e raccolto, una sorta di guscio avvolgente a protezione del sonno dei piccoli.

 

 

Un analogo gioco di volumi e gerarchia funzionale degli ambienti è riscontrabile nella progettazione di ville unifamiliari, sia nei progetti locali, come Villa VL a Sona (2009- in progress), sia nell’esempio “fuori dalle mura” della villa a Santo Domingo (2009-10). In entrambi i casi, è il contesto – nelle sue rispettive valenze – ad essere privilegiato: dallo studio dell’orientamento e delle vedute sull’intorno nascono edifici che si caratterizzano per l’articolata scansione di elementi prismatici, accostati e diversificati per finitura esterna. Nell’isola caraibica, su di un lotto all’interno di un golf club, l’alternanza di volumi chiusi e ampie aperture, oltre a creare un dialogo espressivo con le emergenze paesaggistiche e un adeguato controllo climatico, consente una facile lettura degli ambiti d’uso: la zona giorno si caratterizza per la predominanza delle partizioni vetrate che consentono un serrato dialogo con il giardino e la piscina, mantenendo i vani accessori in posizione arretrata rispetto al fronte principale.

 

 

 

L’ultimo decennio ha visto nascere le realizzazioni più interessanti, laddove, a un più approfondito e critico approccio progettuale, si è aggiunta una cura quasi maniacale del dettaglio costruttivo e decorativo, normalmente applicata nell’approccio costruttivo e ancor più dettagliata nei numerosi interventi di arredo d’interni, tra cui alcuni di spazi per il terziario (edificio commerciale Blu Ice a Pescantina, uffici Edilnord e Agenzia Immobiliare RB a Bussolengo).

 

 

Nel restauro di palazzo Sampò a Bussolengo (2010-2013), l’edificio sette-ottocentesco, già oggetto di consistenti manomissioni, è stato recuperato nello schema tipologico generale con l’inserimento di una nuova scala-ascensore, e introducendo negli ambienti interni un linguaggio legato al vivere contemporaneo. Nell’ampio giardino del palazzo, cintato da alte mura, sono state conservate le essenze di pregio, inserite entro un articolato disegno di percorsi che ricomprende gli accessi, una fontana, la piscina trattata come una vasca ornamentale e un padiglione-barchessa.