Ci metto La Face

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Storia di un cervello in fuga: Verona-Porto, andata e ritorno, e l’invenzione di un portale che vuole far dialogare architettura, comunicazione e imprenditorialità

 


Testo: Luisella Zeri
Foto: Lorenzo Linthout

Giulia ha trentaquattro anni e una passione innata per il restauro e la sua città. Giulia si è buttata a capofitto nel recupero, nell’uso dei nuovi mezzi di comunicazione e nell’energia generata dall’incontro e dall’unione delle competenze. Giulia crede fermamente che la crisi economica, con cui ogni giorno abbiamo a che fare, possa essere vinta. Quella di Giulia La Face è la storia di un cervello in fuga, o “in circolo” come ama definirsi, partito dall’Italia per trovare fortuna e tornato dopo quasi dieci anni con energia nuova da mettere a frutto. Giulia è una giovane architetto veronese, laureata presso il polo di Mantova del Politecnico di Milano e specializzata con un Master internazionale di secondo livello nella gestione del patrimonio architettonico. Il progetto Erasmus l’ha portata a trasferirsi in Portogallo, dove prima ha studiato e poi ha cominciato la propria esperienza professionale nel settore pubblico. Questa esperienza lavorativa le ha permesso di approfondire la sua più grande passione, il restauro, in maniera molto concreta, affrontando per l’ente di tutela e per l’amministrazione comunale di Porto la conservazione del Centro storico attraverso l’utilizzo di fondi comunitari.
Investita giovanissima di responsabilità che probabilmente in patria non avrebbe avuto, Giulia ha oggi coraggiosamente deciso di ricominciare da zero. Pare infatti impossibile, che davanti a un concreto riconoscimento di competenze e soddisfazioni professionali, si possa decidere di tornare in Italia, un paese che – anche a giudizio di chi scrive – manca di rispetto e fiducia nei giovani. Eppure, dopo uno stimolante viaggio in Sicilia, dove ha toccato con mano la condizione desolante in cui versano i beni culturali italiani, Giulia ha sentito una personalissima “ri-chiamata alle armi”, che l’ha portata a investire le proprie conoscenze e il proprio talento per il suo paese d’origine.

 

 

Nel 2013, è nata così Rkm0 – Ristrutturazione a chilometri zero, una piattaforma web che propone una soluzione economica e sociale al problema del patrimonio costruito da riqualificare. L’assunto da cui parte il progetto è quello di un panorama edilizio saturo e dimesso a cui va restituito valore. Il portale si pone come luogo privilegiato per far ripartire l’economia immobiliare, favorendo innanzitutto connessioni e contatti fra gli attori del processo edilizio: professionisti e operatori del mercato nell’ambito dell’architettura e dell’ingegneria, imprese edili che privilegino l’aspetto della sostenibilità ambientale, gestori pubblici, associazioni locali, proprietari, affittuari o utilizzatori privati di spazi che necessitano di ristrutturazione o rinnovo, acquirenti finali, eventuali investitori o compratori del prodotto.
Fin qui il processo è lineare: generare occasioni lavorative attraverso un motore di ricerca finalizzato al recupero di edifici decadenti e trascurati. Qual è però il valore aggiunto di questo sistema social? L’aspetto importante è proprio quello che dà il nome al progetto, ovvero la declinazione edilizia del concetto di “chilometro zero”.
Questo aspetto cerca di attuare la promozione e valorizzazione dell’uso e riuso di materiali locali. Per “materiali” non s’intendono solamente mattoni e malte create nei luoghi a noi limitrofi: è un concetto che viene esteso a tutti coloro che nel processo edilizio sono coinvolti. Ciascun soggetto deciso ad aderire al progetto deve come prima cosa geo-localizzare la propria posizione; una volta fatto questo, è pronto per farsi trovare ed essere trovato dagli altri soggetti iscritti al portale.

 

 

Il progetto attualmente è alla fase di start-up, le energie di Giulia sono quindi finalizzate a promuovere la piattaforma e creare interconnessioni fra i vari soggetti interessati, nell’ottica di ampliare sempre di più le potenzialità di un’idea imprenditoriale che ha l’impronta e la forza per essere estesa a livello globale. In questo frangente la diversarchitettura di cui La Face è promotrice non cerca solamente di reinventare la professione per una propria realizzazione personale. Giulia ha intrapreso una azione politica, dove il termine assume i contorni di un impegno portato avanti individualmente per cambiare il mondo che la circonda. Lasciando soddisfazione professionale e una carriera sicura all’estero, scommettendo su se stessa e sulle potenzialità del proprio paese. Ristrutturazione a chilometro zero, cerca di smuovere l’edilizia italiana dal buco nero in cui è impantanata, arricchendo qualitativamente sia il patrimonio costruito che il pensiero di chi lo approccia, migliorando il paesaggio e il mondo in cui viviamo.
La filosofia di condivisione espressa da Plumake e dal Verona Fab-Lab, rispecchia a pieno il bisogno di fare rete e di unire le forze in un periodo di scarse risorse e di prolificare di idee. Il mondo digitale e dei digital makers è forse quello che, oggi, offre le migliori possibilità di realizzarsi. È un settore veloce, dinamico e globale, in rapida e continua evoluzione, senza limiti di creatività o di possibilità di realizzare cose, utilizza strumenti liberi alla portata di tutti, rintracciabili sul web. Questi caratteri sono quelli che ne contraddistinguono la forza e fanno la vera risorsa di questo nuovo mercato.
“Cambia il modo in cui si producono le cose, si fanno le fabbriche e si produce ricchezza” (cit. World Wide Rome – the Makers Edition 2012) e nonostante io per prima sia una nostalgica dei libri e delle tecnologie rudimentali, non posso che sposare questa filosofia e prendere atto del cambiamento che sta portando. Plumake l’ha capito prima di tutti. 

 

Nome
GIULIA LA FACE


 

Luogo
VERONA


 

Attività
SITO INTERNET


 

Contatto
WWW.RISTRUTTURAZIONECHILOMETRIZERO.IT


 

 

 

 

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