Contaminazione al piombo

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Dal co-working all’impresa per valorizzare l’artigianalità del nostro territorio: un crogiolo di realtà creative all’insegna della condivisione

 


Testo: Dalila Mantovani
Foto: Lorenzo Linthout

La parola d’ordine di questa storia è contaminazione.
The Fab nasce tre anni fa come co-working dalle teste di pochi amici e collaboratori. Un co-working è una realtà lavorativa tra individui che condividono, oltre allo spazio e alle spese, soprattutto dei valori comuni di crescita, e questa sembrava la risposta più adeguata all’idea di unire saperi diversi per creare un esempio di sviluppo di impresa adatto ai nostri tempi. La contaminazione tra capacità ed esperienze diverse, ma con un obiettivo comune, ha fatto nascere la volontà di creare una rete di professionisti che offrisse alle imprese del nostro territorio un nuovo modo di “fare impresa”.

Il luogo selezionato per la realizzazione di questa idea si trova in una zona del centro storico un po’ defilata, tra via Marconi e Corso Porta Palio, che sta riprendendo vita grazie alla ristrutturazione del Teatro Ristori. Lo spazio era un vecchio laboratorio artigianale di statuine in terracotta, e l’impressione è proprio quella che non sia stato modificato molto dalla sua destinazione originaria. Alle finiture di pareti e pavimento in cemento grezzo, le porte in vecchio legno, i coppelloni del soffitto a vista e le luci al neon, si sono aggiunti tavoli, sedie, libri e tanti computer.

 

 

The Fab (diminutivo di fab-rica o fab-ulous) è strutturato con un gruppo di soci fondatori, i cosiddetti resident, che lavorano tra comunicazione e marketing strategico (Amplificatore culturale e Sharazad sono due esempi) – attorno ai quali ruotano altre figure di liberi professionisti, che rimangono a The Fab per periodi più o meno lunghi passando successivamente ad altre esperienze. In questo senso il co-working funziona non solo come luogo di condivisione e come metodo anti-crisi per abbassare le spese, ma come un vero e proprio incubatore di progetti, che, dalla testa dell’ideatore, trovano in questo luogo la possibilità di essere discussi e confrontati con la professionalità dei vicini di scrivania, per riuscire infine a concretizzarli e svilupparli in continuazione.

L’obiettivo condiviso da Tommaso, Matteo, Alessio e Marco – primi fondatori – e dagli altri inquilini di The Fab – opportunamente selezionati – è la valorizzazione e la riqualificazione del nostro territorio, che ognuno compie attraverso il proprio lavoro. In particolare si occupano delle aziende artigiane e manifatturiere piene di storia e di saperi, che trovano oggi molta difficoltà a ricollocarsi sul mercato.
Introducendo il mondo digitale all’interno di queste realtà, cercano un nuovo modo per diffondere i loro valori, ridonandogli la possibilità di una nuova storia. Dalla comunicazione, all’architettura, alla pianificazione aziendale e l’organizzazione di eventi, oggi ci sono circa una ventina di persone che lavorano e realizzano idee all’interno di questo contenitore.
Tra i primi progetti a marchio The Fab troviamo UncòMag, ideato da Alessio Sartore, un website di interviste a giovani che si sono reinventati un lavoro, oggi uscito da The Fab; Salmon Magazine, un network e calendario eventi per promuovere le attività organizzate da associazioni culturali del veronese, su formato pieghevole e web; e OniricaLab, un evento–workshop annuale, con tematiche differenti, ma sempre legate al “metterci le mani”: imparare quindi a fare qualcosa con la propria manualità.

Il progetto più ambizioso e importante, nato quasi in contemporanea con il co-working, è quello di Lino’s Type, una idea di grafica vintage realizzata con vecchie macchine tipografiche a caratteri mobili, acquistate dalla Tipografia Borgo Roma che stava per chiudere.
L’inizio non è stato facile, c’è voluta tutta l’esperienza del vecchio tipografo Lino, orgoglioso di trasmetterla a dei ragazzi, passione e impegno per imparare ad usare questi macchinari complessi e comunicare al pubblico il valore di questa “arte retrò”.
Oggi Lino’s Type sta abbandonando il suo status di start-up per diventare una vera e propria società. In pochi anni ha riscontrato molto successo, si è meritata l’attenzione nazionale e internazionale attraverso articoli di giornale e servizi tv e si sente pronta per affrontare una nuova sfida.
Sono infatti in corso via i lavori per trasformare lo spazio di The Fab, ormai arredato dalle macchine tipografiche e i tavoli del co-working, in un nuovo incubatore. È previsto l’ampliamento sul lato della strada principale per aprire un negozio–laboratorio, proprio come le tipografie di una volta, dove trovare nel medesimo luogo sia la vendita che la produzione, con il valore aggiunto di una professionalità giovane e trasversale alle spalle, che possa offrire anche il servizio di progettazione ampliando il raggio della clientela.

La commistione tra vecchio e nuovo, passato e presente, sembra proprio aver trovato la sua massima realizzazione – e crescita – in questo progetto. Guardando al passato, alcuni ragazzi veronesi hanno saputo vedere la chiave per il loro futuro, con in testa solamente l’intuizione di salvaguardare un patrimonio artigiano che stiamo perdendo a causa delle attuali dinamiche economiche che favoriscono i grandi numeri delle multinazionali rispetto alla qualità degli artigiani. In questa direzione The Fab continua la sua missione, e ha nel cassetto il sogno di realizzare un fab-lab a integrazione del co-working (sul significato di fab-lab cfr. «AV» 98, pp. 80-82). Il ciclo artigianale tra passato e futuro sarebbe così completo, passando dalle macchine a caratteri mobili alle stampanti 3D.
Nelle storie delle diversearchitetture abbiamo incontrato più volte persone che hanno riscoperto un lavoro attraverso la loro manualità, chi come falegname, costruttore o tipografo. A dimostrazione che il mondo di oggi non vuole perdere il sapere artigiano che un tempo vantavamo; basta saperlo riscoprire e reinterpretare per adattarlo al mercato di oggi che, confuso tra consumismo e nostalgia, sa ancora apprezzare la storia e il valore della qualità. 

 

Nome
LINO’S TYPE


 

Luogo
VERONA, VICOLETTO VALLE 2


 

Attività
CO-WORKING, CONCEPT STORE, COMUNICAZIONE, STAMPA


 

Contatto
WWW.LINOSTYPE.COM