L’architetto rampante

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Un sogno letterario prende forma nelle esperienze costruttive di un professionista in erba, anzi “in albero”

 


Testo: Dalila Mantovani

Chi non ha mai sognato, da bambino, una casa sull’albero? O magari da adolescente, emulando i protagonisti dello storico film Stand by me?
Se smettiamo di sognare e andiamo ad approfondire il tema con gli occhi del professionista, scopriamo che le case sugli alberi sono una vera e propria realtà architettonica, con un loro mercato e una loro storia, stili diversi, correnti e filosofie di pensiero. Ha colto in pieno questi sogni, e soprattutto questa realtà, un giovane architetto di Verona, Iacopo Gozzi – classe 1984 – che è stato in grado di trasformare una passione nella propria professione. L’idea è nata per caso, tra la fatica degli ultimi anni di università, la voglia di staccare la testa dai libri, la passione per il fai da te e quella di climber. Così Iacopo ha cominciato a fantasticare osservando le piante del proprio giardino e, pian piano, ha realizzato la sua prima opera. Da questo esperimento casalingo è venuto a conoscenza di una realtà viva riguardo le costruzioni sugli alberi. È stato solo l’inizio di una passione che l’ha portato a elaborare la sua tesi di laurea su questo tema, e a maturare le relative competenze come professionista.

 

 

La casa sull’albero – ci racconta Iacopo – nasce in sintonia con la pianta. Nella fase iniziale è fondamentale la scelta dell’albero: deve essere resistente, sano e avere la forma adatta per poter alloggiare la piattaforma sulla quale si reggerà la casa. Contrariamente ad alcune scuole di pensiero, che semplificano la struttura scaricando la maggior parte dei pesi al suolo con puntoni e pali, Gozzi vuole proporre l’autentica casa sull’albero, portata interamente – salvo casi particolarmente critici – dall’albero prescelto. La piattaforma è il cuore del progetto e deve appoggiare ai rami in almeno tre punti alla stessa altezza, per poterne garantire la staticità. Nello spirito autentico che riflette Iacopo, la struttura viene fissata all’albero senza metodi invasivi (cerchiature, viti o perni), che potrebbero danneggiare la salute della pianta. La casa sull’albero si dimostra, in questo senso, un connubio perfetto tra artificio e natura, dove questi elementi sono in totale dipendenza e sono capaci di modellarsi l’uno sulla forma dell’altro, esprimendo a pieno gli insegnamenti dell’architettura organica.

 

 

La prima realizzazione di Gozzi, nel giardino di casa, è un cantiere in continua evoluzione: forse ad oggi la casa più vivibile che ha realizzato, dotata di acqua, corrente elettrica, bagno, isolamento termico ed altri comfort. Le altre sono case-gioco per bambini, nelle quali ha potuto sperimentare forme diverse nate dalle suggestioni o esigenze della pianta, nuove soluzioni per interni e dettagli costruttivi. Di rilevante interesse è la finestra-balcone realizzata su una parete inclinata, o la forma a volta di una casa – recuperata dalla struttura di una limonaia – , che in un unico gesto racchiude parete, copertura e porticato, oppure gli incastri di vetro all’interno della struttura e la loro relazione con l’albero, o infine il ramo che, attraversando lo spazio interno, diventa supporto di una panca o elemento di arredo.

 

 

La casa sull’albero contiene, inoltre, tutti i canoni della moda eco-chic del momento: è sostenibile perché costruita totalmente in legno e spesso anche con materiali di scarto, è realizzata a chilometro zero ed è in sintonia con la natura. Gozzi sta ricevendo molte richieste e interessamenti soprattutto da parte di agriturismo o alberghi, che vogliono proporre un modello nuovo di alloggio sostenibile ed ecologico. Le difficoltà che incontra, invece, sono l’aspetto economico – come in molti settori – e quello burocratico. Ad oggi non esistono leggi che normano le case sugli alberi, e deve dunque trovare delle strade alternative, non sempre facili, per poterle autorizzare.

Iacopo è oggi soddisfatto del proprio lavoro, si sta preparando per un cantiere in Toscana e altri sono alle porte. Considerando che oggi il lavoro dell’architetto è quanto mai da reinventare, è riuscito a unire passione e professione in una nicchia di mercato non ancora satura. “Avere una buona idea non basta: servono sacrifici, energie e competenze, sia per realizzarla che per mantenerla nel tempo” – afferma Gozzi, che sta cercando di concretizzare questi concetti con tutte le sue forze.
Noi aspettiamo di esaudire i nostri sogni di bambini e di provare l’esperienza di alloggiare in una casa sull’albero… almeno per le vacanze! 

 

Nome
IACOPO GOZZI


 

Luogo
VERONA


 

Attività
TREETOP BUILDER


 

Contatto
WWW.TREETOPBUILDER.NET