Stile nel Giardino

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Al Giardino Giusti, uno spazio che è atelier e studio creativo: una vision internazionale che permea uno dei luoghi simbolo della nostra città

 


Testo: Luisella Zeri
Foto: Lorenzo Linthout

Quanti mondi possono convivere dentro le mura di Verona? Dieci, cento, mille spazi che permettono di viaggiare da una parte all’altra del globo terrestre, stando fermi però nella manciata di metri quadri che compongono un loft, un atelier o uno studio creativo. Generalmente tali luoghi sono protetti dalla nostra città come giardini segreti, la cui scoperta è riservata a pochi infaticabili che, scavalcando le vie del turismo mordi e fuggi e dello struscio cittadino, si mettono alla ricerca di spazi con un messaggio da comunicare all’anima.
Lo stilista Lamberto Petri, toscano di nascita ma veronese d’adozione, ha installato nella nostra città la sede creativa del suo marchio, La Maison du Couturier. A Verona, in alcuni spazi attigui al giardino segreto per eccellenza, il Giardino Giusti, crea le collezioni raffinate e concettuali che con il suo nome girano il mondo.
La storia di questo personaggio è come quella dei suoi abiti, per nulla convenzionale. La passione per la moda, portata dentro fin dall’infanzia affiancando la nonna sarta nel suo lavoro, diventa realtà quando i tre capispalla della sua prima capsule collection vengono realizzati da un laboratorio veronese ed esibiti in maniera indipendente fuori dai portoni della fiera White di Milano. Per poter esporre all’interno, i soldi e gli agganci erano troppo pochi, ma il talento, che per fare il suo corso non necessita mai di spinte dall’alto, fa diventare realtà il sogno: buyers di diverse boutique internazionali si avvicendano ad osservare l’installazione, acquistandone i capi. La storia racconta poi degli showroom, del progetto Spiga 2 di Dolce & Gabbana, di boutique di primaria importanza e degli investitori, arrivando ad oggi e alle soddisfazioni di una professione in continua crescita e ricerca.

La location al Giardino Giusti, che si è manifestata come la concretizzazione di un sogno, non è stata scelta a caso. Per molto tempo Petri ha cercato il luogo ideale dove far nascere le proprie creazioni, trovando infine, nei locali attigui al parco, un laboratorio e una rivendita. Lamberto Petri ha portato i propri progetti in una corte secondaria rispetto a quella principale su cui si apre il giardino, in un piccolo edificio dalle grandi aperture finestrate dove trovano spazio il laboratorio e il flagship store del marchio. Incredibilmente, la storia a cui queste mura assistono ogni giorno è fortemente interconnessa con l’architettura. In primo luogo perché, prima de La Maison du Couturier, qui ha avuto sede per molto tempo lo studio degli architetti Eleonora Masi e Marco Lucat, e secondariamente perché le logiche di costruzione, decostruzione e pensiero che sottendono la sartoria sono quasi le stesse che abitano il processo compositivo architettonico.

L’incontro con l’architetto Nicola Roberto, progettista insieme a Petri dei lavori di allestimento dell’Atelier, ha dato il via a una stratta collaborazione stimolata dall’affinità di gusti e interessi. Gli interventi effettuati sono stati minimali e volti al recupero di materiali e preesistenze, conservando quasi completamente l’aspetto decadente narrato dagli esterni. L’ingresso è stato spostato all’inizio della successione di ambienti che compongono lo spazio, modificando la posizione originaria che era posta centralmente. Le pareti conservano un essenziale colore bianco, l’illuminazione è ottenuta tramite lampadine Edison che pendono dal soffitto, l’esposizione dei capi avviene attraverso alcune aste sospese con cavi e ganci. Nel laboratorio, situato nell’ultima stanza, un enorme tavolo, macchine da cucire, una libreria, imponenti rotoli di stoffa in trepidante attesa di essere trasformati in abiti e due finestre che guardano sul giardino, pronte a risucchiare verso l’interno l’ispirazione e la magia del luogo. Una menzione particolare va rivolta al bagno cieco a servizio dell’atelier. In un ottica di recupero e contenimento dei costi invece della demolizione e ricostruzione è stato pensato come una vera e propria installazione d’arte contemporanea pur mentendo la sua funzione, diventando così uno dei locali più fotografati dai visitatori del punto vendita.

Il resto è sartoria: i locali infatti sono arredati dai capi stessi, perché è su di essi che deve essere concentrato l’interesse di visitatori e acquirenti. Ma attenzione, non è detto che recandovi all’atelier possiate trovare gli spazi proprio come ve li abbiamo raccontati. Come le creazioni di Petri con un solo bottone si trasformano da abito a trench, anche i locali del negozio periodicamente vengono rimodulati con il minimale spostamento di qualche oggetto, ospitando progetti portati avanti in autonomia o in collaborazione con altri artisti e creativi. È il caso della mostra esposta ad agosto 2015 dal titolo “Foulard d’autore”, dove le fotografie di Pino Dal Gal, scattate proprio fra le siepi e le sculture del Giardino Giusti, sono state stampate su seta e utilizzate dalle mani sapienti dello stilista per realizzare abiti, foulard e grandi pannelli decorativi che hanno preso il posto dell’esposizione tradizionale. I progetti di Petri sono quindi trasversali, spaziano dalla moda all’arte, passando attraverso fotografia e architettura.
Anche la collaborazione con Nicola Roberto continua e nel rispetto della trasversalità del luogo e del progetto, La Maison du Couturier si dedica anche a consulenze di interior design che hanno già visto vari progetti realizzati. Nel 2016 è prevista l’apertura di un ufficio nella parte est di Londra, nell’area di Shoreditch, dove trovano luogo studi di architettura, design e moda.

Petri, accompagnandoci nel suo mondo ci svela il vero mistero che avvolge i “giardini segreti” che punteggiano la nostra città e che stiamo scoprendo puntata dopo puntata nell’avventura delle diversearchitetture. L’atelier va oltre il concetto di un luogo utilizzato solamente per la rivendita di prodotti, proprio perché nell’immaginario dello stilista l’edificio al Giardino Giusti è tutto tranne che un negozio. Verona, toccata dal respiro internazionale degli abiti e dalle loro ispirazioni, diventa loft londinese, bottega all’angolo del boulevard parigino, show room nei mall di Dubai. È in queste parti del mondo che viene esportato il saper fare Italiano di Lamberto Petri, ma è a Verona, luogo in cui tutto viene creato che vuole essere rimesso in circolo. Gli abiti partono dalla nostra città come stoffa, bottoni e cuciture e vi ritornano sotto forma di idee e progetti con un potenziale moltiplicato. Tale plusvalore è dato dalla partecipazione collettiva. Lo spazio di lavoro quindi non è più concepito come un luogo identitario nel quale riconoscere solamente la personalità dello stilista, anzi, diventa territorio neutrale per la condivisione di idee e competenze finalizzate all’arricchimento del singolo partecipante. La Maison du Couturier diventa così la casa di tutti coloro che hanno qualcosa di intelligente a cui dare forma.
L’atelier del Giardino Giusti, consegnandoci la propria perla di saggezza, conferma anche questa volta che le diversearchitetture hanno il potenziale per cambiare il mondo: emergere da una crisi economica e culturale collettiva è possibile, attraverso la collettività del saper fare e pensare. 

 

Nome
LA MAISON DU COUTURIER


 

Luogo
VERONA, VIA GIARDINO GIUSTI 2


 

Attività
ATELIER DI MODA E FLAGSHIP STORE


 

Contatto
WWW.LAMAISONDUCOUTURIER.EU


 

 

 

 

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