Il Sommo Libro

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Una mostra e un’installazione in occasione del 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri è l’occasione per riscoprire la chiesa di Sant’Elena, nel complesso del Duomo di Verona

 


Testo: Luisella Zeri

Nel gergo cittadino, quando parliamo di Duomo, la prima immagine visualizzata è quella della grande chiesa dedicata a Santa Maria Assunta, in realtà, a far parte dell’aggregato architettonico in riva all’Adige concorre un altro gruppo di preziosi manufatti. Il complesso del Duomo è costituito dalla chiesa di S. Giovanni in Fonte, dal Chiostro dei Canonici, dalla Biblioteca Capitolare, dal Museo Canonicale e dal Vescovado. In ultimo, l’edificio meno conosciuto ma cronologicamente più importante: la Chiesa di S. Elena. Storicamente questo piccolo manufatto è la prima traccia veronese di complesso basilicale: sulle sue fondamenta, ampliamento dopo ampliamento, è sorta la cattedrale che oggi conosciamo.

 

La chiesa è in realtà dedicata ai Santi Giorgio e Zeno, ma la tradizione popolare la riferisce a Sant’Elena in quanto, durante la consacrazione avvenuta tra l’842 e l’847 d.C., vennero deposte sull’altare alcune reliquie della Santa Croce di Gerusalemme, portate a Roma secondo la leggenda dalla Santa imperatrice madre di Costantino. La chiesa è legata alle origini romane della nostra città ed è testimone di stratificazioni successive. La tradizione, mai confermata da campagne archeologiche di scavo, vuole che nei pressi dell’attuale edificazione trovassero luogo le terme pubbliche e un antico tempio dedicato a Minerva.
Se la preesistenza romana non è mai stata avvalorata da alcun ritrovamento, le testimonianze paleocristiane sono invece state confermate dagli scavi condotti tra il 1960 e il 1970. Il risultato di queste ricerche è visibile all’interno della chiesa tramite un’ampia apertura realizzata nel pavimento. Questi resti lasciano poco spazio all’immaginazione facendo intuire ai visitatori che l’attuale edificato è stato il risultato di una nuova costruzione avvenuta su resti antichi databili attorno alla prima metà del IV secolo.

 

La preesistenza è riconducibile anch’essa al culto religioso, così come riportato nei sermoni del Vescovo Zeno. Nel Versus de Verona viene infatti narrato come, proprio nella zona della città dove ora sorge Sant’Elena, il santo patrono fosse solito recitare gran parte dei suoi discorsi esortando i fedeli a innalzare la propria fede sullo stampo dell’edificio eretto nel luogo della predicazione:

Esultate, dunque, fedeli, e imparate come costruire l’edificio delle vostre persone da codesto nuovo tempio del quale avete reso angusta la capacità col vostro numero davvero consolante. Dello stesso fatto che il luogo non vi contiene , si comprende che vostra fede contiene Dio.

L’interno della chiesa è a navata unica coperta con soffitto a capriate lignee. Seriamente danneggiata dal terremoto del 3 gennaio 1117, la chiesa venne rapidamente ricostruita e consacrata dal patriarca Pellegrino nel 1140. A metà della navata, entro due nicchie ad arco contrapposte, si trovano i due altari laterali, costruiti nel Cinquecento e rinnovati nel Settecento. L’altare di destra è dedicato alla santa Croce e accoglie una pala di Pietro Antonio Rotari raffigurante la Madonna col Bambino fra i Santi Elena, Caterina e Giovanni Nepomuceno, l’altare di sinistra ospita una pala di Giovanni Pietro Salvaterra con Il Redentore e i Santi Francesco di Sales e Filippo Neri. Nell’abside quadrangolare, vi è l’altare maggiore barocco, sul fondo spicca il coro ligneo del XV secolo.

 

Esternamente la chiesa affaccia sopra un piccolo cortile con un porticato cinquecentesco, nella parte superiore della facciata, si può notare l’originale paramento murario romanico, caratterizzato da un alternarsi di fasce in mattoni rossi e marmo.
La Chiesa di Sant’Elena è uno spazio nascosto fra i viottoli caratteristici della nostra città, ma nonostante faccia da sfondo a ben più imponenti edifici, ha visto passare fra le proprie mura eventi di un certo rilievo, oggi come nel passato. A testimoniarlo sono le stesse pareti della chiesa: sulla destra dell’ingresso infatti è incastonata una lapide con il ricordo della Quaestio de aqua et terra qui pronunciata da Dante Alighieri il 20 gennaio 1320. Il Sommo Poeta, di passaggio a Verona per completare la Divina Commedia, disquisì oralmente e poi trascrisse, secondo l’abitudine medioevale, rispetto ad alcuni temi riguardanti l’omocentrismo del globo terraqueo in relazione al tema delle terre emerse e sommerse dello stesso.

 

 

Non poteva quindi che essere la chiesa di Sant’Elena, il luogo ideale per festeggiare quest’anno il 750° anniversario della nascita di Dante Alighieri. Fra il 24 aprile e il 24 maggio 2015, la Fondazione Credito Bergamasco e la Banca Popolare di Verona hanno promosso in questi spazi la mostra dal titolo: “Come gente che pensa a suo cammino. Persone e Personaggi della Divina Commedia”. Per l’occasione sono stati esposti un ciclo di dipinti del bergamasco Angelo Celsi rappresentanti alcuni personaggi della Divina Commedia. I quadri, distribuiti lungo la navata, introducevano con le loro evocazioni letterarie un’installazione site-specific dell’artista veronese Luciana Soriato, dal titolo “Trasfigurazione. Viaggio dall’umano al divino ”. In questa parte dell’esposizione, sul presbiterio, in corrispondenza della grande apertura sugli scavi paleocristiani, era sospeso tramite cavi un ordinato gruppo di libri, mentre sull’abside, come una scenografia di fondo, la visuale era chiusa da una grande fotografia rappresentante un volto coperto da rovi. L’installazione di libri, ispirata a Dante e al Divino, voleva simboleggiare il viaggio che mette in collegamento il corpo dell’uomo e il suo vissuto con l’anima e la contemplazione. La composizione di volumi, rappresentava degli astri disposti in un cosmo ordinato, ciascun libro infatti è titolato “Costellazione” seguito da un numero progressivo che lo ordina rispetto ai suoi vicini.I volumi non mostravano testi e parole, ma segni sedimentati volti ad approfondire i temi concreti della vita in cui la sofferenza accettata crea eventi per nuovi incontri con lo spirito. I libri sono interlocutori per nuovi dialoghi, svelano la luce oltre il buio.
La Chiesa di Sant’Elena con la sua posizione nascosta e la commistione di stili che la caratterizzano è uno spazio evocativo che merita una vista, a costo di passare un po’ di tempo a cercarla, così nascosta com’è da più imponenti edifici. La fatica sarà di certo ripagata dalla straordinaria dimensione in cui si verrà catapultati: proiettata all’oggi e permeata dalla storia. •

 

 

 

COME GENTE CHE PENSA AL SUO CAMMINO. PERSONE E PERSONAGGI DELLA DIVINA COMMEDIA.
Chiesa di Sant’Elena, Verona 24 aprile –  24 maggio 2015

INIZIATIVA DI
Banca Popolare di Verona

IDEATO E PROMOSSO DA
Fondazione Credito Bergamasco

CURATORE
Angelo Piazzoli

CURATORE LETTERARIO
Enzo Noris

ALLESTIMENTO
arch. Stefano De Franceschi
dott.ssa Elisabetta Sinigaglia