Rigenerare Bocca Trezza

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Un incontro sul futuro del nobile palazzo veronese, patrimonio cittadino in cerca di un riscatto dall’attuale incerto destino

 


Testo: Alessandra Bari
Foto: Diego Martini

Si tratta di una delle tante emergenze italiane: molte archeologie industriali e beni culturali, artistici e architettonici diffusi sul nostro territorio sono lasciati in stato di incuria e abbandono. La maggior parte di questi edifici sono di proprietà pubblica, fatto che spesso diventa più un ostacolo che una facilitazione per il loro recupero.
Il Comitato Palazzo Bocca Trezza per Veronetta in collaborazione con il Centro Ricerche Eterotopie ha organizzato nel mese di aprile 2015 un incontro per discutere di questi temi, prendendo il caso di Palazzo Bocca Trezza come simbolo locale di mancata rigenerazione urbana e sociale. L’incontro diventa un pretesto per cercare modelli, azioni, interventi, paradigmi da adattare al contesto e da replicare.
Palazzo Bocca Trezza, prima Palazzo Murari della Corte Brà, è un edificio con doppio affaccio su via XX Settembre e via San Nazaro; di impostazione classicheggiante, venne costruito nella seconda metà del Cinquecento. Diviene proprietà pubblica a seguito di un lascito testamentario vincolato da parte della nobildonna Lavinia Bocca Trezza, che nel 1922 lo donò al Comune di Verona affinché venisse conservato come palazzo di pregio artistico e mantenesse la propria vocazione artistica e culturale. La sua complicata storia lo vide soffrire molto a seguito dell’abbandono in cui fu lasciato dopo l’ultima Guerra Mondiale. Attualmente il palazzo è chiuso dopo aver ospitato per anni l’Istituto Statale d’Arte Nani. L’ultimo intervento conservativo è datato 2008, dopo del quale non è stata prevista né realizzata nessun’altra manutenzione, lasciando l’immobile in uno stato di decadimento tra infiltrazioni di umidità e atti vandalici.

Durante l’incontro, in sala erano presenti professionisti, privati cittadini, associazioni e collettivi sensibili al tema, alcuni dei quali già impegnati in questa piccola rivoluzione. Tra i relatori sono stati chiamati anche l’architetto Guido Incerti e alcuni esponenti dell’Associazione Culturale Temporiuso, che hanno presentato progetti di riattivazione temporanea, e non solo, sia italiani che europei.
Tra i relatori, la professoressa Daniela Zumiani accompagnata dal professor Gian Paolo Romagnani, Direttore del Dipartimento TESIS dell’Università degli Studi di Verona, hanno dato disponibilità in nome dell’ateneo ad installarsi nel Palazzo, confermandone la destinazione culturale; e hanno annunciato come prossima la pubblicazione della ricerca su Il Palazzo dalla Corte Murari Brà ora Bocca Trezza nel contesto urbano intorno al nuovo campus di Santa Marta, in cui verrà inserita un’analisi del palazzo e del suo contesto storico.
In via di elaborazione, a cura del Comitato Palazzo Bocca Trezza per Veronetta, vi è il Regolamento per la Sussidiarietà dei beni comuni, di concerto con le associazioni veronesi. Come l’architetto Katia Gasparini ha spiegato, “l’obiettivo è quello di creare una rete di associazioni ed enti pubblici o privati che possano in sinergia proteggere questo bene comune dallo scempio o dall’alienazione”.

Il caso di Palazzo Bocca Trezza in realtà è oggetto di attenzioni già dal 2014, quando l’Associazione Culturale Dèsegni ha iniziato ad interessarsi al bene storico-artistico inaugurandone la nuova gestione dei giardini in collaborazione con il Comitato Porta Vescovo, ZeroPerCento e Società Cooperativa 3A, attraverso la rassegna cinematografica di documentari “Bridge Film Festival”, primo evento in programmazione. Oggi ha ottenuto dalla Prima Circoscrizione l’uso dei giardini e di un piccolo spazio all’interno del complesso; da gennaio 2015 ne cura il verde e propone periodicamente eventi culturali aperti al pubblico, incontrando tuttavia alcune difficoltà di gestione. Sempre Dèsegni, in collaborazione con Urbanslow, collettivo di osservazione e ricerca del paesaggio urbano, sta elaborando un progetto di più ampio respiro che coinvolge anche il quartiere di Veronetta, contenitore di complessità di difficile percezione da parte dei cittadini veronesi.

 

Quale sarà il destino di Palazzo Bocca Trezza? Durante la conferenza è più volte serpeggiata l’aspettativa di un gesto concreto da parte della amministrazione cittadina. Il “male oscuro – così è stato definito da un collega – forse è qualcos’altro”. Forse siamo noi che non abbiamo ancora sviluppato un’intelligenza e una coscienza collettiva e stentiamo a riconoscerci nei beni pubblici, noi che sempre meno viviamo gli spazi pubblici delle città. La rigenerazione urbana e sociale molto spesso parte dal basso, anche attraverso la consapevolezza di una professione che ormai ha poco a che fare con l’età dell’oro del recente passato.
Oggi progettare la riattivazione di un bene architettonico abbandonato significa sporcarsi le mani, ricercare modelli di gestione collettiva che ormai hanno una definizione sempre più lucida. Giulia Cantaluppi e Matteo Persichino dell’Associazione Culturale Temporiuso di Milano su questi temi hanno scritto un volume (Temporiuso. Manuale per il riuso temporaneo di spazi in abbandono in Italia), utilizzando con tono provocatorio il termine ‘manuale’ per lanciare una sfida continuando a sperimentare e innestare pratiche di riappropriazione e gestione degli spazi.

 

La vera sfida che dovremmo essere tutti in grado di accogliere è quella di potenziare un percorso collettivo a scala regionale fatto di seminari, azioni urbane e workshop, volto a stimolare nuove forme di partecipazione, formare competenze, elaborare strategie attraverso programmi, metodologie e pratiche d’intervento dalla scala della governance territoriale fino alla riattivazione del singolo spazio. In questo modo si potrà costruire un follow-up del progetto collettivo che metta al centro delle agende locali i temi della riqualificazione del territorio, della rigenerazione urbana e della riattivazione del patrimonio dismesso, attraverso nuove forme di imprenditorialità. Auspicando un ampliamento di un network a scala locale e sovra-territoriale, capace di attrarre nuovi agenti di creatività o, come direbbe Richard Florida, talento, tecnologia e tolleranza anche a Verona. •

 

PALAZZO BOCCA TREZZA: SIMBOLO DI RIGENERAZIONE URBANA
Verona – 10 aprile 2015

PROMOTORI
Comitato Palazzo Bocca Trezza
per Veronetta, Centro Ricerche Eterotopie

INTERVENTI
Introduzione
Sandra Villa, Presidente Comitato Palazzo Bocca Trezza per Veronetta
Inquadramento storico di Palazzo Bocca Trezza
Prof.ssa Daniela Zumiani, Università di Verona
Dott.ssa Marta Vanzetto, consulente legale
Il ruolo dei professionisti in un progetto di valorizzazione e rigenerazione per Veronetta
Arch. Katia Gasparini, Università IUAV di Venezia

Casi studio
Ass. TempoRiuso, Milano
Arch. Guido Incerti, Università di Ferrara