Libero Cecchini in Lessinia

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Testo: M.Matilde Paganini
Foto: Archivio Cecchini

Parlare di Libero Cecchini e dei suoi progetti vuol dire esaminare una buona parte della vicenda architettonica di Verona e del suo territorio nella seconda metà del ’900.
L’itinerario che presesntiamo è stato oggetto di un viaggio-studio in Lessinia il 31 agosto 2013, che ha permesso a un folto gruppo di architetti, accompagnati dal progettista, di visitare tredici interventi, spaziando dall’altare maggiore nella Parrocchiale agli spazi urbani nel tessuto storico di Bosco Chiesanuova. Tra questi, il progetto di recupero funzionale e urbanistico del nuovo Municipio e il riutilizzo di quello ottocentesco trasformato in Museo Etnografico, gli spazi per l’educazione della ex Scuola Elementare e quelli nel tessuto extra urbano della Scuola Materna, per finire con una serie di case per vacanze nel paesaggio naturale della Lessinia.
Nella poetica di Cecchini è costante il confronto tra la componente moderna e quella storica, l’attenzione al paesaggio, la necessità di creare spazi per la vita dell’uomo sia nel contesto naturale che in quello urbanizzato, differenziati da luogo a luogo con l’intento di valorizzare e vivere la bellezza dell’esistente. Un’architettura che nasce dalla formazione di scuola razionalista, ma che per l’uso dei materiali locali quali legno e pietra e per la necessità di adattarsi alle forme del paesaggio circostante, diventa organica.
Il paesaggio entra nella casa. La creatività razionalista e l’organicità della natura e della storia si sommano, trovano una reciproca valorizzazione nel progetto di un oggetto nuovo.
I testi delle singole schede sono stati elaborati a partire da una conversazione con Libero Cecchini.

 

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