Doppio circuito

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Due luoghi collettivi interpretano, secondo modalità e intenti differenti, il tema del percorso nello spazio pubblico

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Progetto San Martino B.A.: ABW architetti associati
Progetto Arcole: arch. Laura Zamboni
Testo: Laura Pigozzi

Collegare punti distinti nell’articolato disegno urbano, incrociare flussi provenienti da parti diverse di città, illustrare attraverso un percorso il carattere di un luogo, individuare precise angolature che permettano di cogliere con lo sguardo alcuni elementi del contesto, fissare i punti di sosta dove inserire arredi ed elementi funzionali, definire le zone libere (siano esse slarghi, piazzali, piattaforme) in cui compiere attività collettive, ritagliare campiture a verde nelle quali osservare il ritmo della natura: sono queste alcune azioni che descrivono il processo della progettazione dello spazio aperto, inteso come matrice risultante delle attività previste e al contempo anticipazione delle scene di vita che là vi si andranno a svolgere.
Due progetti, candidati all’ultima edizione del Premio ArchitettiVerona 2013, che traducono queste modalità sono il Parco del Campagnol di ABW Architetti Associati, a completamento del comparto residenziale di Borgo della Vittoria a San Martino Buon Albergo, e il Parco del Santuario di Santa Maria dell’Anzana di Laura Zamboni, sede di una via Crucis nella prima periferia di Arcole. Il primo, collocato al centro del quartiere, esprime un significato di “apertura/coinvolgimento urbano” mentre l’altro, più defilato, trasmette un’aurea di “chiusura/concentrazione contemplativa”. Due progettualità differenti che mostrano, nel primo caso, un atteggiamento di “dilatazione” attraverso il completamento di uno spazio pubblico e, nel secondo, di “intaglio” di un percorso in un’area verde preesistente. Due immagini risultanti davvero lontane: un’ampia superficie libera e pavimentata, “floorscape” di collegamento di aree di diversa declinazione (parcheggio, pertinenze private di edifici residenziali, parco giochi e parco pubblico, sagrato della chiesa di Cristo Risorto); un boschetto dove alti e ritmici pannelli dal colore brunito infittiscono la presenza dei tronchi, evidenziandone la verticalità e la materialità del legno.

 

Ciò che però avvicina i due progetti è la presenza di un circuito, un percorso che narra ed evidenzia lo spazio circostante, sia esso costellato di attività legate allo svago e al tempo libero o punteggiato di simulacri sacri.
Un percorso che, oltre ad essere tangibile, è diventato il simbolo del dialogo tra l’amministrazione e la cittadinanza: l’intervento di Borgo della Vittoria, che inizialmente doveva ospitare un complesso edilizio dell’Ater, infatti, ha risvegliato gli animi e convogliato le aspettative dei cittadini, che con 3300 lettere hanno manifestato l’esigenza di un vivibile e funzionale spazio verde.
La realizzazione della Passione di Cristo ha, invece, visto il coinvolgimento, materiale ed economico, di numerosi abitanti e degli “Amici dell’Anzana”, associazione di volontari che si occupa della promozione del Santuario e della gestione dell’ex canonica, trasformata in Museo della Civiltà Contadina.
La partecipazione della cittadinanza è a tutt’oggi attiva e si traduce in una frequentazione quotidiana del Parco del Campagnol nei vari orari e nei diversi giorni della settimana, con un picco di frequentazione il sabato, quando l’ampio piazzale diventa sede del mercato settimanale.
Ad Arcole, invece, l’antica chiesa del XII secolo e il Museo che raccoglie la testimonianza della cultura locale, oltre alle regolari visite dei fedeli, attrae i visitatori nelle giornate di festa e nei fine settimana.

 

 Aprire il Cerchio, il Parco del Campagnol

Il progetto vede la realizzazione di un circuito curvilineo che mette in relazione l’esistente – i percorsi laterali del tessuto residenziale e il parco urbano – con una serie di elementi di novità, che ravvivano il quartiere. Una lastricata piazza centrale, s’innesta tra il circuito e i giardini preesistenti, definendo uno spazio libero e flessibile, adatto al gioco, all’attraversamento e all’occupazione temporanea delle bancarelle. Nel suo lato interno, a ridosso del percorso, il bordo del piazzale ospita dei “salottini open air” delimitati a terra da tappeti di diversa pavimentazione e arredati con sedute fisse di cemento, opportunamente progettate.
Qui, in particolare, la gente può incontrarsi, fermarsi e conversare. In corrispondenza dell’accesso est è, inoltre, stato realizzato uno spazio di aggregazione attrezzato, con servizi igienici e un distributore d’acqua (la Casa dell’Acqua). Tutti gli ambiti di sosta sono stati ombreggiati con pensiline fotovoltaiche, secondo criteri di sostenibilità.

 

 

 

I percorsi ciclo-pedonali realizzati “aprono il cerchio” al tessuto esistente, attraversando i parcheggi di nuova configurazione, a nord ed a est dell’intervento. Le pavimentazioni, così come gli elementi d’arredo (panche, cestini, lampioni, fontane), sono state realizzate con materiali durevoli e resistenti quali il cemento, il metallo, gli autobloccanti.
Lo studio dei colori e della luce è stato pensato per valorizzare gli elementi salienti del progetto.
I sentieri ciclo-pedonali, i tappeti e le sedute che connotano i salottini, sono illuminati dall’alto e declinano i toni del rosso, ad evidenziare il nuovo spazio pubblico.
Lampade segnapasso segnalano, invece, con una luce soffusa il tracciato curvilineo a terra. Infine, filari alberati seguono gli assi di attraversamento del circuito e mitigano i bordi esterni.

 

 

Chiudere il cerchio, il Parco del Santuario di Santa Maria dell’Anzana

L’intervento contempla l’inscrizione di un percorso anulare, all’interno di un’area fitta di alberature.
Il cammino prende avvio dal Santuario, si sviluppa secondo una successione di tratti lineari e si conclude in esso, “chiudendo il cerchio”.
Lungo le spezzate, che definiscono il percorso in calcestre, sequenze di pannellature di corten evidenziano la presenza delle stazioni della Passione di Cristo.
I pannelli che accolgono le stazioni, di dimensioni più ampie, sono arricchiti da lastre di pietra bianca quale sfondo dei simulacri religiosi, realizzati da un artista locale con vecchi chiodi da carpenteria, che sono stati sagomati e curvati fino a stilizzare le figure umane della Via Crucis.

 

 

Queste opere in ferro battuto, assieme all’esposizione di attrezzi da lavoro lungo le pareti esterne del Museo, proiettano nel parco la testimonianza della Civiltà Contadina.
Il Parco assume, perciò, un inaspettato carattere rappresentativo della cultura locale, che va oltre la testimonianza religiosa. La scelta delle cromie dei materiali utilizzati (pietra, corten, ferro, calcestre) ed un controllato progetto di illuminazione scenografica delle sculture, favoriscono una spontanea e naturale integrazione nel contesto.

 

 

 

 

Parco del Campagnol

COMMITTENTE
Comune di San Martino Buon Albergo

PROGETTO ARCHITETTONICO
ABW architetti associati
arch. Alberto Burro
arch. Alessandra Bertoldi

COLLABORATORI
arch. Marco Prosdocimi
arch. Romina Richiusa
arch. Silvana Varrica

IMPIANTI
Protecno srl

SICUREZZA
arch. Stefano Fraccaroli

DATI DIMENSIONALI
Sup. complessiva 6.845 mq
Sup. a parcheggi 119 mq
Sup. piazza,percorsi, piastre 2.596 mq
Sup. a verde 3.053 mq

CRONOLOGIA
Incarico: 2009
Progetto: 2010-2011
Realizzazione: 2012

Parco del Santuario di Santa Maria dell’Anzana

COMMITTENTE
Parrocchia di Arcole

PROGETTO ARCHITETTONICO
arch. Laura Zamboni

COLLABORATORI
Studio associato Zamboni e Avogaro

IDEAZIONE, PROMOZIONE, ORGANIZZAZIONE E REALIZZAZIONE MATERIALE
Aurelio Fabbrizio con gli Amici dell’Anzana

ILLUMINAZIONE
Anton Hougaerts

IDEAZIONE E REALIZZAZIONE DELLE RAFFIGURAZIONI SACRE
Sergio Visentin

REALIZZAZIONE DEI SUPPORTI ESPOSITIVI
Giuseppe Mirandola

REALIZZAZIONE DELLE SCRITTE SULLE LAME
pittrice Antonella Burato

CRONOLOGIA
Progetto preliminare: marzo 2011
Inaugurazione: maggio 2012