Fiere acrobazie cromatiche

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Il ripristino dopo un prolungato oblio di una scenografica sala di ritrovo nel più blasonato hotel del centro cittadino mette in luce gli affreschi a tema circense di Pino Casarini

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Progetto: arch. Simonetta Paparella
Testo: Angela Lion
Foto: Marco Baldassarri

Con l’apertura delle porte del suo storico palazzo per una fastosa cerimonia, l’Hotel Due Torri ha inaugurato a dicembre 2015 i lavori di restauro della “sala delle feste” dell’albergo al piano interrato, ribattezzata in tale occasione “Arena Casarini”. L’intervento fa seguito a un lungo periodo di oblio che aveva portato a mascherare la struttura originaria con pannelli in cartongesso decorati con stucchi, specchi e lampade. È grazie alla ricerca progettuale dell’architetto veronese Simonetta Paparella e alla lungimiranza della proprietà che si manifesta, nel vero senso etimologico della parola, quanto voluto da Enrico Wallner, nobile d’origine austriaca che negli anni ’50 trasformò il palazzo di famiglia in hotel di lusso. Collezionista d’arte ed esperto di antiquariato, decise di affidare i lavori per l’intervento edilizio all’ingegnere Alessandro Polo e a Pino Casarini per gli aspetti decorativi.

Pino Casarini, veronese di nascita – anno 1897 – figlio di un artigiano intagliatore e indoratore, riceve dal padre i primi insegnamenti nel suo laboratorio fuori porta San Zeno. Diplomatosi alla scuola statale d’arte Nani, si perfeziona in pittura e scultura presso l’Accademia Cignaroli. A partire dagli anni ’20 frequenta l’ambiente veneziano della Biennale, dove viene ammesso a partire dal 1930 e fino al 1948. Dopo la sua prima importante mostra personale a Ca’ Pesaro nel ‘27, dal 1931 al 1947 partecipa a tutte le Quadriennali di Roma.

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A Verona diventa sempre più assidua la sua attività nel campo delle scenografie areniane e per il teatro Romano. Sono anni di grande attività in cui prevale l’attività di frescante in edifici pubblici e privati, come a Verona nel palazzo INA o a Padova nel rettorato del Bo di Gio Ponti. Nel dopoguerra lavora al grande affresco per la ricostruita sala Boggian a Castelvecchio (ora mascherato dalla contro soffittatura introdotta per ragioni climatiche), e dopo un decennio dedicato all’arte sacra e alle scenografie areniane viene chiamato a decorare all’interno del rinnovato Due Torri il grande salone d’entrata e il teatrino.
È il 1958: le immagini d’epoca ci mostrano il teatrino in diversi allestimenti compresi tra il cabaret, il ristorante e la sala per convegni. Spicca la decorazione delle pareti, un ciclo di pitture murali a tema circense che rappresenta un unicum nella carriera del Casarini, sintesi dei tanti volti sfaccettati dell’artista. Il disegno d’insieme rivela la volontà di stupire con effetti luccicanti ed acrobatici gli avventori dell’hotel.

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Ed è quanto l’architetto Paparella coglie nel rimettere in luce l’opera, attraverso un intervento estremamente difficoltoso tra ripristino dell’assetto spaziale, messa a norma, adeguamento degli impianti e, non ultimo, l’accurato restauro degli affreschi.
Il loro stato di conservazione era a dir poco pessimo: i fondali, diventati il retro di un’intercapedine impiantistica, presentavano una situazione di grave degrado. Grazie ai sapienti interventi dello studio Cristani Pierpaolo, nella sala sono tornati a risplendere colori, giochi cromatici, luci.

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Il ciclo decorativo dipana su tutte le pareti il tema circense, tra giochi acrobatici, belve e danze, in cui si alternano misura compositiva e una travolgente forza ritmica.
Il circo diviene così il geniale concetto progettuale, che sta “non solo per scene pittoriche eseguite, peraltro di vivace ed attraente gusto coloristico, ma altresì nell’articolazione spaziale, giocata lungo l’asse longitudinale su una planimetria evocativa delle soluzioni teatrali settecentesche” 1.

All’interno della sala si è spettatori e nel contempo attori: l’illusione prospettica dilata lo spazio, rendendolo ‘abitabile’. Il gioco scenografico è, infatti, non solo pittorico ma architettonico, grazie alla stratificazione delle pareti con pannelli in muratura disposti ritmicamente su più piani, evidenziati dalla disposizione delle luci che teatralmente accentuano l’effetto di profondità.
La configurazione planimetrica della sala combina una sorta di cavea proiettata su una platea-pedana con la dimensione assiale originata dal percorso a scendere dal foyer, in direzione del palco. Le variazioni di quote del pavimento accentuano la suddivisione degli ambiti, e due colonne separano percettivamente la platea dalla scena-palco semicircolare. Altri elementi verticali, ulteriormente avanzati, fungono da paraste e proseguono sul soffitto leggermente curvato, creando un sistema di travature a conferma visiva della struttura dello chapiteau.

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Aveva pensato a tutto, Casarini, persino ai tavolini del bar, giocati su dei tondi su legno dipinti con un tono di fondo chiaro e riccamente decorati con scene circensi, oggi in parte recuperati e posti lungo la parete dello scalone che accompagna il percorso verso la sala.
‘Il teatro è la passione del pensiero nello spazio’, un luogo vivo, in costante evoluzione, dove conoscere i grandi maestri del passato e dove gli artisti del domani sono chiamati a lasciare il segno, proprio come fece il Casarini. •

1 Daniela Zumiani, L’Arena Casarini tra scenografia e architettura, in Maria Teresa Ferrari, L’Arena Casarini. Pino Casarini, il mago, Minerva, 205, pp. 27-28.

COMMITTENTE
Duetorri Hotels

PROGETTO ARCHITETTONICO
arch. Simonetta Paparella

RESPONSABILE TECNICO
geom. Luigi Bonicelli (Duetorri Hotels)

CONSULENTI
Studio Protecno (impianti elettrici e meccanici)

RESTAURO AFFRESCHI
Cristiani Pierpaolo snc

CRONOLOGIA
Progetto e realizzazione: 2013-2015