Fucina artigianale

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Una scuola innovativa che dà un’immagine più vicina a un laboratorio di sperimentazione pratica che a a un luogo per l’apprendimento teorico

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Progetto: arch. Rita Rava, arch. Claudio Piersanti
Testo: Nicola Tommasini
Foto: Michele Mascalzoni

Il complesso che ospita la nuova sede dell’istituto alberghiero “Luigi Carnacina” sorge in maniera inaspettata ai margini del centro abitato di Valeggio, nei pressi degli impianti sportivi e del complesso ospedaliero. La sorpresa generata dal nuovo edificio è ben evidente soprattutto dal punto di vista materico e da quello tecnico e tecnologico, che, insieme, generano un carattere dichiaratamente estraneo al contesto circostante. Si tratta, però, di un edificio la cui qualità architettonica complessiva va ben oltre questo semplice essere estraneo, o altro, ma va ricercata nella capacità di dare di sé un’immagine di scuola innovativa, più vicina ad essere un laboratorio artigianale e luogo di apprendimento e sperimentazione pratico prima che teorico, e che forse scaturisce proprio da questo linguaggio ricercato e da questo gusto hi-tech.

Il linguaggio, le scelte materiche e il disegno dei particolari sono sì improntati a una sorta di esaltazione della tecnica, ma, come è riscontrabile nelle scarne strutture a vista e nella sincera esibizione dei vari elementi costruttivi, essa è, per così dire, pacata e severa; e mai fine a se stessa.
La natura di questo edificio è dunque doppia, è allo stesso tempo una sofisticata macchina tecnica, scarna e asciutta, con la necessaria grande attenzione agli aspetti tecnici, energetici (come il controllo dell’illuminazione naturale e dell’irraggiamento solare) e prestazionali; ma è anche un ragionamento sulla natura di uno spazio necessario e indirizzato all’apprendimento di materie pratiche e manuali, dove la sincerità costruttiva e il massimo risparmio delle risorse possono, forse, essere di ispirazione a chi ci opera.

L’impostazione planimetrica è complessa. Gli spazi dell’istituto (che comprende non solo le aule didattiche, ma anche vari laboratori, cucine, spazi per i docenti, una piccola biblioteca, l’aula magna e un ristorante che all’occorrenza può avere un accesso esterno) sono distribuiti all’interno di tre bracci aperti e ruotati, con una scansione quasi esagonale, attorno allo stesso snodo centrale, unico spazio a doppia altezza, che permette l’accesso principale al complesso e la distribuzione verticale tra i due livelli.
L’impostazione radiale consente anche di deframmentare l’edificio e di non avere una facciata principale, bensì di poter leggere e distinguere i diversi volumi e funzioni. I vari possibili percorsi di ingresso non sono così posti su nessun asse principale ma, fiancheggiando, sotto dei portici, le due facciate a sud, convergono dai lati verso il centro, segnalato dalla grande struttura metallica di copertura. Esternamente le grandi ed esili strutture di copertura e ombreggiamento poste a sud dialogano con i volumi netti e scarni dell’edificio, disegnandone le pareti con ombre sempre mutevoli.

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La fusione al centro dei tre bracci dà vita all’interno a uno spazio complesso (a doppia altezza, con una grande e piuttosto severa lanterna centrale inondata di luce) su cui si affacciano simultaneamente più episodi e più momenti diversi della (o delle) promenade interne che legano l’intero istituto.
Appunto, i percorsi interni sono articolati: dal centro si può accedere all’aula magna e al ristorante, dove lo spazio è dotato di setti curvi mobili, da manovrare in funzione delle diverse esigenze didattiche e temporanee della vita scolastica. Sempre dallo snodo centrale, in direzione opposta, si possono raggiungere le aule docenti, la biblioteca e il laboratorio di chimica. La scala curva, anch’essa orientata verso il centro, è il percorso principale dedicato agli studenti per accedere alle aule didattiche al piano primo. Interessante è qui la soluzione adottata per razionalizzare e differenziare il percorso a ritroso che gli studenti e gli insegnanti percorrono per accedere dalle aule al livello terreno: il percorso nel piano primo prosegue infatti fino alla fine del braccio principale dove, superati gli spogliatoi, una rampa vetrata esce dall’edificio e scende girando su sé stessa fino a rientrare per raggiungere i laboratori didattici e le cucine.

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I bracci di cui è composto l’istituto, ruotando d allargandosi tra loro, ampliano enormemente le superfici esterne. Le aule didattiche, poste per la maggior parte al piano primo, sono così immerse in uno spazio dalle molteplici diramazioni e possibilità di apertura verso l’esterno (con scorci sul territorio agricolo circostante) e verso la luce naturale. La sezione del corpo di fabbrica principale (con direzione est-ovest) è particolarmente significativa: qui la decisa inclinazione della falda che copre la metà più a nord permette alla luce, nella stagione invernale, di entrare e riflettersi sul soffitto inclinato delle aule. L’architettura dagli spazi chiari, pacati e caldi delle singole aule rappresenta una conclusione e un contrappunto ai percorsi interni e alle parti comuni, molto più tecnologici e freddi, in alcuni episodi sovrascritti e troppo severi (come forse l’affaccio sulla doppia altezza). Sul fronte sud, invece, la luce naturale viene mediata attraverso il grande porticato metallico minimale e scarno, con un doppio ordine di lamelle brise-soleil che concorrono anche al disegno dei prospetti.

Nota finale: la realizzazione della scuola, opera pubblica realizzata – ça va sans dire – con un budget ristrettissimo, ha scontato però alcune lacune e imperfezioni tecniche ben evidenti; sorta di retrogusto finale un po’ amaro in un’esperienza, però, e in tutta evidenza, assolutamente positiva.

COMMITTENTE
Provincia di Verona

PROGETTO ARCHITETTONICO
arch. Rita Rava, arch. Claudio Piersanti (Faenza)

COORDINAMENTO E PROGETTO STRUTTURE
ing. Leonardo Gualandi
Unigruppo studio srl

PROGETTO IMPIANTI
ing. Filippo Belviglieri
ing. Alberto Olivieri – Planex srl

IMPRESA
ITI impianti

DATI DIMENSIONALI
Sup. coperta tot: 5.220 mq

CRONOLOGIA
Progetto: 2007
Inaugurazione: 2014