Here comes the Sun

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INTERIORS: Un interno commerciale declina nel caso veronese gli elementi di un progetto coordinato per il marchio di abbigliamento

 

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Progetto: C&P Architetti Luca Cuzzolin + Elena Pedrina
Testo: Giuseppe Di Bella
Foto: Luca Casonato

Un prestigioso contenitore commerciale al piano terra nel centro storico di Verona, alle spalle dell’Arena, è trasformato in un qualificato showroom per Sun68, azienda italiana di abbigliamento casual. Questo intervento si inserisce in una serie di progetti realizzati dallo studio Cuzzolin&Pedrina, con sede a San Donà di Piave nel veneziano, per il medesimo marchio: dallo stabilimento di Noventa di Piave al flagship store di Jesolo del 2009, ad altri negozi realizzati nel 2014 (Bergamo, Padova, Forte dei Marmi, Brescia).

 

 

L’esempio veronese rivela come gli elementi pensati in maniera coordinata per la filosofia del brand siano declinati sulle caratteristiche dello spazio a disposizione: un vano a pianta rettangolare su un unico livello, con un magazzino interrato collegato da una scala a chiocciola, con un’unica grande vetrina e una sequenza di finestre sui due lati opposti. L’intento primario è stato quello di pensare a un sistema compositivo semplice, capace di rispondere alle esigenze funzionali ed espositive.

 

Liberando lo spazio interno da una serie di superfetazioni e “scarnificandolo”, sono state riportate alla luce le caratteristiche architettoniche originarie, sulle quali è iniziato il processo di ricostruzione e allestimento che lascia però in evidenza le strutture murarie. Elemento del tutto nuovo e caratterizzante è un volume completamente rivestito di specchi che, posto di fronte all’ingresso, si propone come una sorta di nuova facciata interna, accogliendo i camerini e scavandosi da un lato a formare la zona cassa. Tutti i nuovi elementi di arredo per l’esposizione dei prodotti sono stati realizzati in modo tale da non ostruire la visione della struttura architettonica del negozio: anche attraverso gli espositori a parete si può apprezzare l’originaria muratura in pietra. Come pure i cubi in plexiglas trasparente che, visivamente leggeri, facilitano la prospettiva del pavimento in parquet industriale a listelli grezzi.

 

 

Il controllo della luce, artificiale e naturale, grazie alla posizione elevata delle finestre, valorizza l’esposizione degli arredi e dei prodotti: un controllo espositivo di tipo museale, fatto salvo il paragone azzardato tra t-shirt e opere d’arte. La parte superiore delle pareti e il soffitto sono colorati con una tinta grigia, che crea uno sfondato uniforme su tutti gli elementi (sono stati addirittura mantenuti i fori del vecchio impianto elettrico). Il bianco della parte inferiore delle pareti copre ed evidenzia di contro la plasticità delle strutture murarie: un fondale neutro in grado di valorizzare i prodotti in vendita.