La Guerrina ritrovata

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Il restauro di Villa Mantovanelli detta “La Guerrina” a Montorio mette in luce
il ricco apparato decorativo in funzione dell’uso contemporaneo

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Progetto: arch. Roberto Grigolon, arch. Lisa Zorzanello
Testo: Luisella Zeri
Foto: Simone Sala

Il territorio veronese è disseminato di un vasto patrimonio di edifici storici spesso semisconosciuti, che racchiudono al loro interno tesori artistici di immenso valore. Villa Mantovanelli, detta “La Guerrina” se ne sta nascosta, come un bene prezioso da scoprire dopo una lunga ricerca, dietro ad un alto muro di cinta all’inizio dell’abitato di Montorio, lungo la strada che collega Verona alla frazione cittadina. Da questa sua posizione appartata racconta e svela a chi vuole tendere l’orecchio, infinite lezioni di architettura e storia dell’arte stratificate negli anni.

Il progetto di restauro che la riguarda e che narreremo in questa sede, è parte di uno di questi racconti. Esso ha come protagonisti i gesti sapienti di un intervento conservativo rispettoso, discreto e non urlato, che probabilmente non darà fama ai suoi progettisti nell’accezione più “archistar” del termine, ma di sicuro coprirà di lode la capacità dell’architetto di essere stato in grado di fare un passo indietro, anteponendo il volto della storia al proprio.
I tratti più antichi che villa Mantovanelli conserva li troviamo nelle porzioni del muro in sasso che in passato cingeva la proprietà, mentre l’attuale conformazione architettonica è quella voluta da Ognibene Bajetta, il proprietario della “Guerrina” nel 1860, che commissionò all’architetto Francesco Ronzani un progetto per l’ammodernamento della villa che all’epoca riportava forme settecentesche.

Dal 1969 “la Guerrina” è di proprietà del Banco Popolare, che la acquistò per volere di Giorgio Marani e di Pietro Bianchi, quando il nome dell’istituto di credito era ancora Banca Mutua Popolare di Verona. L’edificio, insieme alla barchessa che lo compone, ad un manufatto di tipo rurale confinante e un piccolo edificio a servizio della piscina ad uso del circolo sportivo, configura all’interno di un’ampia area a parco, il complesso ricreativo, di formazione e rappresentanza che il Banco Popolare ha progressivamente composto negli ultimi anni, trasponendo ai giorni nostri i valori che costituiscono il suo patrimonio culturale fin dalla fondazione.
Da maggio 2014 a settembre 2015 è stato condotto in tempi record l’intervento di restauro dell’edificio, su progetto degli architetti Roberto Grigolon e Lisa Zorzanello. I lavori hanno previsto un accurato processo conservativo e l’adeguamento impiantistico e funzionale dell’edificio alla nuova destinazione di rappresentanza. Nel recupero della Guerrina la presa di posizione è stata chiara: il gesto è presente ma misurato, quasi i progettisti assumessero il ruolo di nume tutelare dell’edificio, preservandone la storia ma dando contemporaneamente nuova forma al flusso di vita che al suo interno continuerà a snodarsi.

Per fare questo è stato necessario uno studio approfondito della preesistenza. Il rilievo architettonico e critico è stato eseguito con il supporto di tecnologie avanzate come la nuvola di punti e l’esecuzione dei fotopiani per la restituzione digitale dei prospetti, dei volumi interni, delle facciate e delle decorazioni.
Per l’analisi degli impianti esistenti, è stata eseguita la ricerca delle tubazioni in traccia attraverso l’ausilio di telecamere ad infrarosso con il rilievo metrico della parte meccanica.

Esternamente l’edificio ha conservato l’aspetto imponente e monumentale dovuto alla notevole altezza di tre piani fuori terra e alla simmetria di facciata. Il ritmo è interrotto sul lato sinistro del prospetto tramite l’innesto di una barchessa laterale. Questo è l’elemento che ha subito una ricomposizione prospettica e planimetrica più consistente rispetto al resto dell’edificio, con la complessiva ridistribuzione funzionale interna e l’adeguamento igienico sanitario, il tutto finalizzato ad accogliere le nuove funzioni di bar e cucina.

Le finiture esterne della villa neoclassica erano state oggetto di restauro intorno agli anni ‘80, pertanto le tracce dell’intonaco originale e quelle meglio conservate sono state completate con nuovi inserimenti in intonaco di calce e tinture con terre colorate, permettendo di mettere in risalto la mappatura delle diverse epoche di intervento. Anche i contorni in pietra tenera di Avesa hanno subito leggeri interventi di ripulitura, sistemazione e in alcune parti ricostruzione, soprattutto in corrispondenza dei prospetti nord e ovest.

Anche gli interni sono rimasti sostanzialmente invariati dal punto di vista planimetrico, conservando l’impianto centrale caratteristico delle ville venete. Al piano terra troviamo un grande salone adibito a zona mensa-ristorante, attorno al quale si innestano locali di dimensioni più contenute, adibiti a loro volta a salottini e locali guardaroba. Al piano primo una grande sala riunioni corredata di piccoli locali satellite ricalca sostanzialmente l’impianto del piano terra. Al piano secondo-sottotetto sono collocati alcuni studioli e ulteriori locali di ritrovo e studio. I vari livelli sono collegati fra loro da un vano scala che percorre l’edificio dall’interrato al sottotetto e che vede innestarsi su di esso non solo gli accessi ai principali locali di rappresentanza, ma anche gran parte dei cavedi di controllo impiantistico mascherati attraverso un sistema di “passaggi segreti” già esistente nel progetto originario della villa. I vari passaggi tecnologici si collegano al piano interrato dove sono collocati la centrale per il controllo dell’impianto geotermico, altri locali accessori e alcune ulteriori sale di incontro.

Durante i lavori di restauro è stato rinvenuto il vero tesoro di Villa Mantovanelli, conservato tra il piano primo, il vano scala di collegamento e alcuni locali ora adibiti a salottini e piccole sale riunioni. Grazie alle accurate analisi preliminari in questi spazi è stato scoperto un ricco apparato decorativo, parzialmente occultato in passato da coloriture a tempera sintetica. Dopo la rimozione della pittura con l’ausilio di impacchi sverniciatori, nel grande salone al piano primo è stata portata in luce la decorazione affrescata che caratterizza tutto il perimetro della sala, rappresentante un paesaggio classico con colonne e capitelli corinzi. Nelle salette laterali sono ora visibili finte tappezzerie dipinte, mentre il vano scale mostra motivi decorativi di vario genere lungo tutto il suo sviluppo.

Per dare risalto a questa scoperta è stato portato avanti, in collaborazione con la ditta Arredoluce, un intenso lavoro di ricerca illuminotecnica. I vari punti luce, tutti con tecnologia a Led, in alcuni casi progettati appositamente per questo intervento, sono stati scelti con il preciso intento di mettere in risalto gli affreschi senza intaccare l’aspetto dei locali, la conservazione dei dipinti e l’effetto visivo d’insieme.
Anche l’allestimento delle stanze è basato sul racconto di una vicenda, nello specifico quella dell’istituto che in Villa Mantovanelli trova casa. La maggior parte degli elementi d’arredo utilizzati sono stati recuperati dai magazzini della Banca, che conservavano anche alcuni pezzi di design. Tutti questi elementi, attraverso un accurato lavoro di restauro, trovano ora una seconda collocazione negli spazi recuperati della Guerrina.

L’intervento si presenta come un lavoro certosino di cui dar merito ai progettisti ma anche, come deve essere, all’impresa e alle numerose maestranze specializzate che sono via via intervenute, scelte specificatamente sul territorio fra quelle che tramandano e coltivano lo spirito imprenditoriale, la cultura e il valore professionale del lavoro.
È così che Villa Mantovanelli grazie a questo intervento traspone ed estende al territorio il proprio valore: la villa riemerge dalla sua condizione di edificio semisconosciuto, restituendo alla provincia di Verona un patrimonio storico e culturale infinitamente moltiplicato.

COMMITTENTE
Bipielle Real Estate S. p.a.

PROGETTO ARCHITETTONICO E DIREZIONE LAVORI
arch. Roberto Grigolon
arch. Lisa Zorzanello

COLLABORATORI
arch. Sofia Bertoldi

PROJECT MANAGEMENT BP
Giorgio Paganotto, Ermanno Bertoldi

CONSULENTI
arch. Gianantonio Prospero (restauro paramenti esterni e lapidei)
ing. Franco de Grandis
(progetto strutture )
ing. Francesco Campagnola,
ing. Arrigo Andreoli, HTW sas
(impianti tecnologici)
arch. Andrea Malesani (sicurezza)
geom. Daniele Salvador (contabilità)
arch. Fausto Randazzo, arch. Silvia Dandria – Ianus (rilievo scanner laser 3D)

IMPRESE E FORNITURE
C.P. di Caldana geom. Paolo
(capocommessa)
Arredoluce (illuminazione)

CRONOLOGIA
Progetto e realizzazione:
2012-2014