Pane al pane

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INTERIORS: Progetto e memoria negli spazi interni di una bottega alimentare a Caprino

 

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Progetto: arch. Alessandro Desanti, arch. Stefania Campanardi
Testo: Alberto Vignolo
Foto: Giancarlo Magri

È un segno di schiettezza e di parlar franco l’uso idiomatico dell’espressione ‘pane al pane’. Nel dare forma agli spazi interni di questo panificio, situato nel centro storico di Caprino, Alessandro Desanti e Stefania Campanardi (sul cui lavoro si veda anche l’articolo alle pagine 78-83) sembrano aver colto il significato di questa espressione. La schiettezza è quella dei materiali, delle mattonelle diamantate bianche a parete che fanno un po’ métro parigina e un po’ bagno pubblico; o del Carrara del ripiano del bancone, un classico del commercio alimentare tra drogherie, macellerie e dintorni; e ancora del ferro grezzo verniciato per le strutture dei ripiani e per i tubolari delle appenderie, qui usate per le lavagnette porta-insegne, ma che potrebbero reggere indifferentemente prosciutti, salami, provole… Si sa che l’appetito vien mangiando, ma anche la semplice vista di panini, pagnotte, focacce, pizze e dolciumi non lascia indifferenti i sensi.

 

 

Il commercio presuppone sempre una messinscena, anche quando la merce è il pane quotidiano e non un prezioso da gioielleria: da qui la scelta degli arredi di legno scuro (il bancone, le nicchie a parete), sposati a una tavolozza tra il grigio della pavimentazione (un gres porcellanato che ricorda il battuto di cemento bocciardato, molto usato in passato in magazzini e simili) e il color lievito marezzato del soffitto. Una blindosbarra con faretti provvede all’illuminazione diretta del bancone; un’intensa fragranza olfattiva intride infine tutto il locale, grazie alla comunicazione diretta col retrostante forno.

 

 

 

 

 

A tenere assieme questi elementi, il filo conduttore di una memoria vissuta e rielaborata in prima persona. Il panificio è infatti l’attività familiare di uno dei due progettisti, che ha trascorso la propria infanzia letteralmente con le mani in pasta e nella farina. Da qui la curiosità coltivata negli anni, di viaggio in viaggio, per botteghe e panetterie di tutta Europa, per i materiali, i colori e i sapori. Due grandi affiches a parete aprono degli squarci in questa dimensione spazio-temporale: la prima con la riproduzione di una fotografia d’epoca di Caprino, nella quale si vede sul fondo uno scorcio di Villa Carlotti, e la seconda, posta a cerniera verso il forno, con un bimbetto che corre felice con una baguette sotto il braccio. Quando i giochi erano semplici e buoni, come il pane.