Ritorno al futuro

memento-villafranca-04

Una casa con due anime e due facce che trova i propri punti di forza nella chiarezza e nell’immediatezza delle principali scelte compositive

logo-progetto

 

 

Progetto: Arch. Alberto Pizzoli / Studio Memento
Testo: Nicola Tommasini
Foto: Alberto Pizzoli

Questo primo lavoro del giovane studio di architettura Memento – Gianluca Canzini e Alberto Pizzoli – dà prova di un approccio al contesto solo a prima vista spensierato, ma che ha il merito di fare dell’immediatezza e della chiarezza di alcune scelte insediative e compositive i suoi principali punti di interesse.
L’edificio si trova appena fuori Villafranca, perso in un piccolo agglomerato di case (una volta corte rurale e agricola, oggi dalla vocazione quantomeno incerta) posto sulla via Custoza, che porta a Valeggio. L’ambito territoriale è, per l’appunto, incerto, perso in una fascia poco densamente urbanizzata a cavallo tra territorio urbano e ambito agricolo.

 

 

La prima scelta di progetto, dunque, pare essere quella dell’atteggiamento di sfida a questo contesto. E una sfida lanciata sia dal punto di vista dell’inserimento planimetrico e del rapporto con le costruzioni originarie della corte (come vedremo), che da quello del linguaggio e delle modalità di costruzione stesse del nuovo edificio.
L’edificio è composto attraverso due volumi: uno basso, attaccato a terra e alla corte, tradizionale, e un volume smaccatamente innovativo, contemporaneo, alzato da terra attraverso due appoggi in metallo. Il risultato è quello di una casa a due facce: una bassa che mira a ricomporre l’assetto della corte e a completarne il disegno dello spazio di relazione, l’altra nuova, corpo sospeso ed estraneo (e infatti, dalla corte, non se ne ha quasi visione) e tutto rivolto al paesaggio. Tutto il volume superiore viene infatti conformato quasi a dare l’idea di una sorta di “visore”, punto di vista privilegiato e privato verso il territorio agricolo.

Dal punto di vista compositivo e distributivo questi due volumi si compenetrano attraverso uno spazio complesso, a doppia altezza, rivolto simultaneamente verso la corte a nord, il territorio agricolo a sud e il cielo. Questo spazio a doppia altezza diventa, nello schema distributivo, il perno attorno a cui si avvitano tutti gli spazi del vivere e innesco dell’interessante intreccio di tutte le viste, le relazioni e i possibili percorsi interni. La zone notte, che trova posto nel volume sospeso a sud, è accessibile dopo aver attraversato uno spazio studio-soggiorno che si affaccia sul piano inferiore e completa lo spazio di relazione della casa.
Anche dal punto di vista costruttivo il progetto mantiene queste due anime. Il corpo basso verso la corte, con la necessità di conformarsi, in un qualche modo, all’esistente, dà di sé un’immagine “tradizionale”, con un volume in muratura chiuso da una falda il legno con gronda a vista.

Il nuovo corpo a sud propone invece un cambio radicale: non è più costruzione muraria affondata nel terreno, ma struttura leggera, costruita per assemblaggio di una struttura metallica a secco. L’unico fronte finestrato del volume sospeso (se si eccettuano due aperture di servizio ai lati) è, come detto, quello rivolto al paesaggio attraverso la grande loggia rientrata e scavata nel volume.
Molto affascinante, proprio per questa sua dichiarata non appartenenza con il contesto circostante, è la foto dello scheletro del volume sospeso nudo, appena realizzato e in attesa di ricevere il completamento superficiale – muri esterni, solette, copertura.

 

 

Anche lo spazio centrale a doppia altezza è chiuso in copertura con una soluzione di rilettura del tradizionale tetto in legno che richiama ancora lo scheletro e la costruzione per assemblaggio di parti: qui l’assito della falda più bassa (nel momento in cui entra nel volume interno) scompare, e i travetti, liberi, vengono inondati di luce quasi a smaterializzare la copertura in un pergolato esterno.
Utilizzando il linguaggio del mondo del cinema, come il gioco proposto dallo studio Memento sul proprio sito (dove i lavori o i progetti hanno nomi di film e questa casa è, per l’appunto, “Back to the future”), viene da dire, per questa loro prima realizzazione: “buona la prima”.

Buono (interessante) l’approccio, la chiarezza delle scelte di progetto, la capacità e la tenacia di portarle onestamente fino in fondo, senza concessioni gratuite alle mode o alla necessità di maggior contestualizzazione; soprattutto in un contesto, come questo, di scarso valore e che forse, dopotutto, in questa realizzazione trova una nuova e inedita modalità di rapporto con il paesaggio agrario. •

 

 

 

PROGETTO ARCHITETTONICO
Arch. Alberto Pizzoli / Studio Memento

PROGETTO ESECUTIVO
Ing. Antonio Morbin / Innovabuild

PROGETTO STRUTTURE
Ing. Alberto Zanoni

DIREZIONE LAVORI
ABC Studio

DATI DIMENSIONALI
Superficie utile totale: 155 mq
Zona giorno piano terra: 60 mq
Soppalco: 35 mq
Zona notte piano primo: 60 mq

CRONOLOGIA
Progetto: 2010-2011
Realizzazione: 2013-2014