Soluzioni di continuità

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Un interno domestico per il progettista e la sua famiglia è il banco di prova per uno spazio continuo e campionario al vero di materiali e finiture

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Progetto: arch. Marco Amadori
Testo: Luisella Zeri
Foto: Michele Mascalzoni

L’affermazione “sono architetto/faccio l’architetto” riscuote generalmente moti di ammirazione fra gli interlocutori che incontriamo sulla nostra strada, rivestendo le nostre gesta quotidiane di un fascino tutto particolare, almeno nell’immaginario collettivo. Fino a quando gli interlocutori non si tramutano in clienti.
A quel punto, le espressioni che ci sentiamo rivolgere, accompagnate da uno sconsolato movimento del capo, diventano non riferibili in quest’aulica sede. E allora prendiamo i nostri appunti, magari sì, forse un po’ sopra le righe (…ma via, non lo sono mai poi così tanto!) e li archiviamo, tenendoli buoni per la prossima occasione. E così i cassetti si riempiono di disegni, piastrelle, campionari di rubinetterie, schemi, arredi e quant’altro possa suggerire la capienza delle nostre scrivanie, fino al momento in cui il committente diventiamo noi stessi e la nostra casa il tanto desiderato banco di prova.


Il progetto d‘interni per la ristrutturazione dell’appartamento di famiglia dell’architetto Marco Amadori è proprio questo, uno spazio progettato con passione, ricerca e soprattutto amore, quello per i propri cari e per l’architettura. È un lavoro condotto in squadra, dove l’architetto cede in parte gli strumenti del mestiere condividendoli con la propria compagna di vita. Senza di essa non avrebbero potuto maturare, né prendere forma, le soluzioni materiche, spaziali, coloristiche che sono riuscite a trasformare un semplice progetto nella casa (della moglie) dell’architetto.
I lavori portati avanti nell’appartamento di via Salvo d’Acquisto, nella zona adiacente alla Valverde, sono stati un banco di studio intenso, protrattosi a lungo nel tempo occupando quasi tutto il 2013. Il lavoro di progettazione è stato vissuto nel vero senso della parola, abitando fra le macerie delle demolizioni e cercando di riprogettare lo spazio anche dopo che le nuove partizioni erano state ufficialmente messe su carta. Lo studio degli ambienti è stato un vero lavoro d’incastri: di nuovi e vecchi arredi da includere, di esigenze funzionali con preferenze estetiche, di storia di famiglia e nuovi pezzi di vita.

 

L’appartamento sorge al primo piano di un fabbricato residenziale costruito durante gli anni cinquanta; una palazzina che seppur datata, denota fin dall’immagine esterna una particolare ricerca per le finiture e l’inserimento nel contesto circostante.
I lavori di ristrutturazione, attuati accorpando alcune parti dell’unità abitativa confinante con l’appartamento, sono, come spesso accade, la risposta a rinnovate esigenze di spazio di una famiglia in crescita. I lavori hanno bilanciato con maestria la parte conservativa, per quanto riguarda le finiture, con quella di demolizione, ricostruzione e rimodulazione degli spazi. In questo senso infatti la distribuzione dei locali ha scardinato, soprattutto nella zona giorno, le logiche progettuali di compartimentazione funzionale degli anni cinquanta. Il soggiorno, la zona pranzo, la cucina e lo studio sono fuse fra loro quasi senza soluzione di continuità restituendo ampio respiro ai locali. Gli elementi ripetuti a cui è deputato il compito di segnare la definizione spaziale, sono travi lamellari da costruzione, rifilate con dimensione 10×18 cm. Questi componenti, in un insolita posizione verticale anziché orizzontale, creano delle barriere visive fra cucina e soggiorno, soggiorno e ingresso, studio e sala da pranzo, diventando, in un modo tutto nuovo, separazioni attraverso le quali però riescono a filtrare la luce e le attività di famiglia.

 

Il lavoro di riprogettazione degli spazi interni, per la parte riguardante gli arredi fissi, è stato portato avanti con la consulenza dell’amico e architetto Stefano Isacchini, il quale ha contribuito con la propria esperienza di mobiliere a fare in modo che ciascun elemento risponda con le proprie caratteristiche alle esigenze per cui è stato studiato. Gli arredi fissi diventano a loro volta parti che contribuiscono a definire spazi e funzioni, fra nuove costruzioni e recupero dell’esistente. La libreria bifronte, con il soppalco soprastante, divide studio e disimpegno, accogliendo i volumi di famiglia e creando un inusuale spazio di lettura sopraelevato.

 

La continuità con il passato è data da un elemento fortemente caratterizzante la zona in cui confluiscono gli spazi dell’ingresso, del soggiorno e della cucina, ispirato a una preesistenza dell’appartamento contiguo. Esso originariamente era un elemento composto da grandi nicchie in muratura 50 x 50 con lievi smussi. Tale elemento, conservato solo da pochi appartamenti del complesso, viene qui ripreso scavando la matericità del muro attraverso nicchie sagomate in cui sono stati enfatizzati gli smussi e giustapposta negli sfondamenti carta da parati.
Molte sono le evocazioni naturalistiche e i riferimenti all’architettura scandinava. La casa, grazie ai suoi richiami lignei, ai passaggi segreti disseminati in alcuni punti strategici e alle alberature di Via Salvo D’Acquisto le cui chiome è possibile ammirare dalle finestre, sembra quasi un bosco in cui addentrarsi. A rafforzare quest’idea di foresta cittadina il motivo della carta da parati del 1948 del designer Stig Lindberg, posata sulla parete di fondo dello studio.

 

 

Il tema della ricerca delle finiture è ripetuto maniacalmente in tutte le stanze della casa, tramutando l’abitazione quasi in un campionario di elementi di architettura, sapientemente utilizzati, dosati e composti. In cucina sono state posate le cementine della vecchia casa paterna, le quali, dopo un attenta pulizia eseguita personalmente, sono state oggetto di una studiata ricomposizione geometrica. Il lavabo della cucina riproposto in marmo al fine di richiamare una vecchia preesistenza, è stato arricchito da piastrelle dipinte a mano. Il bagno cieco, compartimentato tramite blocchi in vetrocemento, quasi non fa percepire l’assenza di finestrature, anzi, in alcuni momenti della giornata, restituisce caleidoscopici giochi di luce. I listelli del parquet in rovere vecchio spazzolato, diventano in bagno e in corridoio ante per chiudere delle nicchie nel muro ottenute dagli spazi di risulta dovuti agli spostamenti delle tramezze. Il bagno padronale è rivestito con elementi in ceramica che rielaborano i motivi tradizionali in chiave moderna. Il locale diventa quasi una spa, dando spazio a una grande doccia rivestita in sassi bianchi e ricavata sconfinando nella camera da letto.

Insomma, nulla in questa abitazione è lasciato al caso. Forse perché il progettista è cosciente che ogni giorno si dovrà confrontare con la domanda per eccellenza: è stato un lavoro ben fatto? All’architetto la risposta.
Giocare con gli spazi annullando l’assioma dell’utile a tutti i costi, è stato il primo obiettivo. Collegare tra loro ambienti senza soluzione di continuità, aprirli gli uni sugli altri. Si può dire che già me ne penta, perché non è difficile immaginare cosa possa produrre questo in una famiglia di cinque persone più un gatto. Ma la bellezza di soluzioni “inutili”, o meglio che si “giustificano” nel piacere trasmesso e null’altro che questo, non ha eguali. E allora ben vengano elementi verticali che dividono senza separare del tutto, e aperture nelle pareti che permettono di parlarsi da un ambiente all’altro, mentre ogni spazio “sprecato” diventa un ambiente da riscoprire reinventandone la funzione. Giorno per giorno.”  

 

 

 

COMMITTENTE
Donata Mennucci

PROGETTO E DIREZIONE LAVORI
arch. Marco Amadori

CONSULENTE ARREDI FISSI
arch. Stefano Isacchini (MobilTRE)

IMPRESE
Opere edili: Sauro Lucio
Opere idrauliche: Guardini Impianti
Elettricista: Bazzoni Impianti elettrici
Pavimenti in legno: F.lli Garzon
Rivestimenti: Ceramiche Benedetti
Restauro serramenti e opere di falegnameria: TAD arredamenti
Tinte e cartongessi: Mosé e Lucio Zambelli
Elementi lapidei: Marmovax
Illuminazione: Arredoluce

DATI DIMENSIONALI
Superficie intervento 120 mq

CRONOLOGIA
Progetto e realizzazione: 2013