Un nuovo atelier per la pietra

eera-ateliercavaion-01

La riconversione di uno spazio produttivo secondo un progetto unitario ospita al suo interno nuove ambientazioni per i materiali lapidei, palestra di un nutrito staff di progettisti

logo-progetto

 

 

Progetto generale: arch. Alberto Salvadori
Testo: Vittoria Vanni
Foto: Marco Zonta

 

Dall’esterno, pochi incisivi elementi segnalano una veste nuova, un diverso modo di interpretare il mondo della pietra. Un monumentale carroponte rosso si erge su un manto erboso, e il capannone è ricondotto a un modello contemporaneo bianco, pulito e asettico, sottolineato dal rincorrersi di elementi in corten. Percorrendo il tratto di strada dal passaggio di Napoleone verso Affi, che per il numero di realtà operanti nel settore dei materiali lapidei si può definire una ‘via della pietra’, si coglie in questo luogo una sensazione sospensiva, come di fronte a qualcosa di essenziale ed evocativo.
Una parte degli spazi di Marmi & Graniti CEV è stata rielaborata dall’architetto Alberto Salvadori di Treviso, ricavando un luogo per l’esposizione, la conoscenza e l’impiego dei materiali lapidei: è il manifesto del nuovo progetto EERA, una formula innovativa per il panorama italiano nel settore delle spa-wellness e degli ambienti bagno, che supera la classica formula dell’esposizione della pietra naturale trasformandosi all’occorrenza anche in laboratorio di progettazione per professionisti e clienti.

 


Oggetto dell’intervento sono un edificio a pianta rettangolare (15 x 40 mt) ad unica campata e copertura a volta ogivale, un corpo di collegamento e l’area scoperta tra i due manufatti architettonici. Il progettista con limpida intuizione riavvolge il nastro e si dirige là ove tutto ha inizio, alla cava come luogo d’ispirazione e leitmotiv che sottende all’intero progetto.
La cava è luogo di volumi sottratti, di tagli netti, di aggetti e squarci potenti, di stratificazioni; luogo lirico in se stesso, che dice di epoche lontane e che rivela una materia sacra a priori, per il segno dei tempi che l’hanno generata e per la vicinanza al ventre della terra.

 

 

Con un processo di pulizia stilistica, l’edificio è ricondotto ad un ‘modello’ di cava, un volume compatto e nitido, dove la sottrazione ideale di volumi disegna vuoti nelle ampie forometrie dei prospetti e quegli stessi volumi, idealmente sottratti, s’intravedono, nella forma di ‘monoliti’ collocati all’interno.
Il marchio EERA in rilievo sul prospetto ovest ci guida verso l’entrata, un’area in pietrisco battuto tra una parete-scultura in blocchi di corten, sovrapposti o sospesi su gabbie d’armatura, e il prospetto nord scavato dalle aperture disposte in maniera irregolare. Una volta entrati, a poco a poco si svela la ricchezza di definizioni del concept e tutta la possibilità dei materiali lapidei in termini di impiego, lavorazione, varietà coloristiche e textures.

Il progettista organizza lo spazio suggerendo la potenza immaginifica dei grandi blocchi di pietra. I volumi allestiti entro il grande vuoto dell’interno sono scatole nella scatola, con un gioco inaspettato di matrioske; sono strutture espositive a montanti e traversi metallici, rivestite in pietra, che permettono smontaggi e cambi scena, progettati al loro interno da una squadra di professionisti, ampliando i punti di vista e le interpretazioni nell’impiego della pietra. L’immagine è di un ampio loft, il minimo scarto cromatico della finitura delle pareti e del pavimento in cemento elicotterato al quarzo e un’impiantistica riassunta in pochi elementi ricordano l’originaria destinazione industriale.

 

 

L’iter progettuale è espresso con estremo rigore nel disegno dei volumi, dei prospetti, degli ambiti, e nella scelta dello ‘spritz beton’ o ‘shot concrete’ solitamente impiegato per il consolidamento dei pendii naturali, qui utilizzato per rinforzare murature perimetrali, assieme a contrafforti puntuali in cls e unitamente alla sostituzione con aumento di sezione dei tiranti della volta di copertura. Svettano al centro dello spazio cinque monoliti, caratterizzati da pietre differenti per textures e lavorazioni; i lunghi tagli nel rivestimento, la linea di luce e l’acqua su cui visivamente poggiano, nell’attacco a terra, generano quel contrasto tra massa e senso di leggerezza che li fa percepire quali enormi massi calati in un’era atemporale.

 

 

Al loro interno si aprono differenti ambientazioni di stanze da bagno dai nomi archetipici: Arcadia, Vibrazioni Verticali, Narciso, Passaggio Segreto, Atmosfera. Accanto ai monoliti, un percorso multisensoriale conduce all’area relax-wellness, verso l’intimo hammam e lo scrigno lapideo della piccola spa, ForMA. Lungo l’ambulacro a fianco dei monoliti distinguiamo una zona per la consultazione e la scelta del campionario delle pietre, caratterizzata da capienti raccoglitori in corten da e un lungo tavolo in corten e legno; infine uno spazio per conferenze e riunioni è ricavato in un’area soppalcata di circa 125 mq, cui si accede da una scala il cui incipit è elegantemente sottolineato da una parete a verde verticale.

 

 

Quanto più dettagliate sono le ambientazioni interne, nella gamma di varietà impiegate, soluzioni progettuali e precisa maestria delle lavorazioni, tanto più l’involucro si fa silente. In questo contemporaneo Atelier della pietra non c’è soluzione di continuità, il progetto conferisce a ciascun ambito funzionale una precisa e definita autonomia stilistica, entro un’ambientazione interna unitaria. 

 

 

 

PROGETTO ARCHITETTONICO
arch. Alberto Salvadori, Treviso
Concept architettonico sviluppato in collaborazione con Giovanni Gianola

CONSULENTI
Progetto strutture: ing. Andrea Rigato
Progetto Impianti: ing. Stefano Melato

DATI DIMENSIONALI
Sup. utile interna 650 mq + 125 mq soppalco; area esterna 6500 mq;
impianto fotovoltaico in copertura 650 mq

CRONOLOGIA
Progetto: maggio 2011
Realizzazione: giugno 2011/aprile 2013

PROGETTO DELLE AMBIENTAZIONI INTERNE
Area relax-wellness:
arch. Alberto Salvadori

Hamman:
arch. Daniele Dalla Valle

ForMA:
TazzariDesign con Carolina Dal Fabbro e Ermanno Crescini

Atmosfera :
arch. Paolo Richelli

Arcadia :
arch. Roberto Rocchi

Narciso:
arch. Gino Pisoni, arch. Emiliana Pisoni

Passaggio Segreto:
Blocco.18
arch. Marco Grigoletti, arch. Simone Salvaro

Vibrazioni Verticali:
Studio di Architettura Montresor & Arduini